Ha preso ufficialmente avvio questa mattina alla Spezia il processo definitivo di demolizione della parte esterna della grande ciminiera della centrale “Eugenio Montale”, alta 220 metri e da decenni simbolo della presenza della produzione elettrica in città. Con l’attivazione delle attrezzature specializzate, azionata in modo simbolico dal sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini, è iniziato lo smantellamento controllato della struttura.
Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini ha dichiarato: «La riqualificazione dell’ex centrale Enel rappresenta un passaggio epocale per la città, al quale l’amministrazione lavora da anni. Le demolizioni stanno procedendo secondo programma: concluso recentemente l’abbattimento della parte interna della ciminiera, si passa ora alla demolizione della parte esterna, la più visibile ai cittadini. Un intervento che cambierà il paesaggio urbano e che assume anche un forte valore simbolico, segnando il superamento di un passato legato ai combustibili fossili e l’inizio di una nuova fase orientata allo sviluppo sostenibile. È un momento destinato a entrare nella memoria collettiva degli spezzini e che conferma la direzione chiara intrapresa verso la transizione energetica. Dopo la chiusura dell’impianto abbiamo lavorato con determinazione affinché la dismissione procedesse in modo concreto e sicuro: sono già stati demoliti tutti i serbatoi di stoccaggio e l’impianto di desolforazione, è stata completata la bonifica dei carbonili con la rimozione delle relative strutture e sono in fase avanzata i lavori di demolizione del nastro trasportatore. Parallelamente è stato avviato il progetto BES 1, insieme allo sviluppo del BES 2, legato alla produzione da fonti rinnovabili e alla possibilità di utilizzo differito dell’energia, fermo restando la pianificazione urbanistica che sta portando avanti il Comune. La riqualificazione dell’area, attraverso la realizzazione di sistemi di accumulo energetico e nuovi investimenti nell’innovazione, aprirà opportunità significative per il territorio, coniugando crescita, lavoro e sostenibilità ambientale”.
La demolizione della ciminiera rappresenta infatti un passaggio epocale nel percorso di dismissione della centrale, la cui attività a carbone era già stata definitivamente cessata il 31 dicembre 2021 nell’ambito del piano nazionale di decarbonizzazione. Con l’avvio dell’abbattimento, si entra nella fase più simbolica e visibile del processo di trasformazione dell’area, dopo la rimozione del rivestimento interno della torre e un lungo lavoro preparatorio svolto da Enel».
L’intervento prevede lo smantellamento della struttura dall’alto verso il basso tramite macchinari dedicati, mentre alla base il materiale di risulta sarà gestito e rimosso in modo controllato, garantendo sicurezza e continuità delle operazioni nel tempo necessario al completamento dell’opera.
Parallelamente all’inizio della demolizione della ciminiera, prosegue il più ampio programma di interventi, con il coinvolgimento di oltre 10 imprese locali, che ha già portato alla rimozione e allo smantellamento di numerose strutture dell’ex sito produttivo. Tra le principali demolizioni già eseguite vale la pena di sottolineare l’area portuale con le macchine per lo scarico del carbone, i serbatoi e gli impianti intorno alla ciminiera compresi i macchinari, i depositi e i sili.
È inoltre in corso la demolizione definitiva dei tratti di nastro che consentivano il trasferimento del carbone dal molo all’impianto e che correvano lungo la viabilità ordinaria.
Il percorso di riqualificazione dell’area già comprende un primo impianto di accumulo di energia (BESS) di potenza 21 MW ed entrato in servizio commerciale luglio 2024 mentre un secondo impianto della potenza 193 MW è ad oggi in fase avanzata di realizzazione ed entrerà in servizio a gennaio 20’27, a conferma della trasformazione dell’area in un polo dedicato all’innovazione energetica.
«In queste aree si è sempre fatta energia in passato – ha detto il presidente della Regione Liguria Marco Bucci – anche a costo di alcuni sacrifici per la popolazione. Siamo sinceri su questo. Adesso noi abbiamo il compito di continuare a produrre energia ma di farlo in modo che sia un vantaggio per la popolazione, non uno svantaggio. Questo è il nostro lavoro. Gli impianti bisogna farli, ma in modo tale che non abbiano ricadute negative per i cittadini. Anzi, devono essere un vantaggio. Avere qui un polo che produrrà energia significa poter utilizzare quell’energia anche dal punto di vista industriale con costi minori e questo significa migliore capacità imprenditoriale e competitività sui mercati. Sono le cose giuste da fare, impegnandosi a farle bene, nel rispetto dell’ambiente e a vantaggio dei cittadini».























