Nel giorno di Mario Draghi, atteso per la prima volta davanti al Senato per chiedere la fiducia, la Borsa di Milano apre in lieve calo: l’indice Ftse Mib avvia le contrattazioni in flessione dello 0,24% a 23.384 punti.

Deboli anche le principali Borse europee. Parigi apre in flessione dello 0,42%, con l’indice Cac 40 a 5.762 punti, mentre a Francoforte il Dax cede lo 0,26% a quota 14.028 punti. Londra segna un -0,32% a 6.727 punti.

Borse asiatiche in ordine sparso: Hong Kong in rialzo dell’1,3%, Taiwan guadagna il 3,5%. Tokyo ha terminato le contrattazioni in calo dello 0,6%, Seul dello 0,9% e Sydney dello 0,5%. Listini cinesi ancora chiusi per le festività del Capodanno lunare.

Sul listino principale di Piazza Affari tra i titoli in rosso spiccano Nexi, giù del 3,28% dopo il collocamento del bond da 1 miliardo e la vendita delle azioni per la copertura, Diasorin (-2,25%) e Moncler (-1,93%). Perde terreno anche Ferrari (-1,05%). Parte bene invece Poste Italiane, in rialzo dell’1,31% dopo i positivi conti del quarto trimestre 2020 e l’annuncio del dividendo di 0,486 euro. Salgono i bancari: Unicredit e Mediobanca segnano entrambi +0,38% dopo le prime contrattazioni. Guadagna in Borsa anche Saipem (+0,45%).

Euro in leggero calo in avvio di giornata: la moneta unica europea scende a 1,2075 dalla quotazione di 1,2112 di ieri sera a New York. La moneta unica si apprezza invece sullo yen a 128,06.

Petrolio ancora in lieve rialzo sul mercato after hour di New York dopo la chiusura di ieri sera a New York che ha registrato per la prima volta da 13 mesi un prezzo sopra i 60 dollari al barile. Il greggio Wti sale ora a 60,35 dollari al barile (+0,4%) mentre il Brent raggiunge i 63,71 dollari al barile (+0,5%). A incidere sui prezzi anche le bassissime temperature che hanno spinto i consumi negli Usa.

Stabile lo spread tra Btp e Bund che segna 92 punti. Il rendimento del titolo decennale italiano è pari allo 0,58%.

Quotazioni dell’oro in lieve calo sui mercati asiatici: il metallo con consegna immediata cede lo 0,1% e torna sotto quota 1.800 dollari a 1.792 dollari l’oncia.

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