«Il Recovery fund, le risorse pubbliche italiane e le tradizionali risorse europee serviranno
anche per finanziare la nautica e per rinnovare la flotta italiana». Sono le parole del ministro dei Trasporti, Paola De Micheli, oggi a Genova in occasione dell’inaugurazione del 60esimo Salone Nautico di Genova.

«Sono tre gli obiettivi che finanzieremo da gennaio in poi − ha detto De Micheli − il primo riguarda la portualità, con il miglioramento dei collegamenti stradali e ferroviari per passeggeri e merci, attraverso investimenti nel cosiddetto ultimo miglio. Il secondo obiettivo riguarda l’infrastrutturazione green dei porti. Infine, la sostituzione della flotta orientata alla sostenibilità ambientale».

«Molte decisioni sono già state prese dalle aziende in termini innovativi − spiega il ministro − ora è necessario spianare la strada con queste risorse per accelerare i progetti. Abbiamo più fonti di finanziamento a disposizione: risorse italiane, le tradizionali risorse europee e il Recovery fund».

Interpellata a margine sulla questione Autostrade, De Micheli ha affermato che «su Aspi siamo in una situazione di stallo. Aspi e Atlantia hanno mandato due lettere che complessivamente determinano un non rispetto degli impegni assunti da loro nelle lettere precedentemente inviate al consiglio dei ministri del 14 luglio. Di conseguenza dalla valutazione negativa riteniamo si sia generato uno stallo di cui riferiremo nel prossimo consiglio dei ministri, nei prossimi giorni. La revoca credo sia la soluzione più probabile».

«Il negoziato durato un anno tra governo e azienda aveva portato a una soluzione assolutamente utile per il Paese e per l’azienda stessa perché sostenendo il risultato ottenuto in consiglio dei ministri. Essersi discostati da quella scelta è una responsabilità di Aspi e Atlantia. Ci attendiamo che ci sia un momento rapido di presa di coscienza che gli impegni vanno mantenuti. noi stiamo rispettando le regole di mercato in questo negoziato e riteniamo che Atlantia non debba assumersi una responsabilità così grave nei confronti del Paese e dei suoi lavoratori».

Per quello che riguarda i lavori di manutenzione, «stanno andando avanti e continueranno ad andare avanti qualsiasi cosa succeda. Nel peggiore degli scenari si aprirà un tema legato agli investimenti, se si dovesse arrivare alla revoca, che affronteremo a tempo debito. Dovremo fare nuove valutazioni», precisa il ministro.

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