Il Covid non ferma il Festival della Scienza che, proprio nell’anno della maturità (fanno diciotto dalla prima edizione), si rimodula in una versione quasi completamente online e promette eventi di grande spessore e qualità. 149 in totale (di cui 96 fruibili in streaming), articolati in 85 incontri virtuali, 7 conferenze, 29 laboratori, 21 mostre, 3 spettacoli e 4 eventi speciali. 247 i protagonisti, tra scienziati e personalità illustri provenienti dall’Italia e dal mondo, ben tre i premi Nobel. Gli animatori sono 254, intenso anche il programma pensato per le scuole, con 43 eventi tutti online (25 digilab, 12 digitalk e 6 digitour).

Da giovedì 22 ottobre fino a domenica 1 novembre il Festival della Scienza si prepara dunque a stupire il pubblico con un programma di qualità, anche in tempi di Covid, con un format innovativo e nel rispetto delle regole.

La presentazione del Festival della Scienza a Palazzo Tursi: da sinistra, Fulvia Magili, direttore del Festival, Alberto Diaspro, Paola Bordilli, Giovanni Toti e Marco Pallavicini

«Non abbiamo mai preso in considerazione l’ipotesi di non fare il Festival – sostiene Marco Pallavicini, presidente dell’Associazione Festival della Scienza – E in un anno in cui un evento pandemico ha portato la scienza ancor più al centro dell’attenzione, abbiamo avuto la conferma che avremmo dovuto organizzare la manifestazione a tutti i costi». «Oggi siamo qui a proporre un Festival che, anche con format differenti, fa sì che la cultura e la scienza non si fermino, soprattutto nei confronti dei nostri giovani», ricorda l’assessore ai Grandi Eventi del Comune di Genova, Paola Bordilli, sottolineando che anche se le conferenze e gli incontri si svolgeranno in gran parte online, questo non ne comprometterà la qualità. «Il Festival come sempre garantisce che su quei palchi ci siano persone di rilevante robustezza scientifica ed etica», evidenzia anche Alberto Diaspro, presidente del consiglio scientifico del Festival della Scienza, che prova a guardare il format “virtuale” come una grande opportunità: «Ci auguriamo che proprio grazie agli eventi virtuali ci riescano a raggiungere tantissime persone anche da lontano, che altrimenti non avrebbero potuto partecipare. Sarebbe bello traguardare i 100 mila abbonamenti».

Una digitalizzazione necessaria, causa Covid, ma sulla quale il Festival aveva comunque già puntato da tempo, con il supporto della Compagnia di San Paolo, partner e sostenitore dell’evento: «Avevamo partecipato al bando del 2018 per la digitalizzazione e, grazie ai finanziamenti ricevuti dalla Compagnia siamo riusciti ad accelerare proprio sulla digitalizzazione per poter organizzare l’edizione di quest’anno in sicurezza», spiega Pallavicini.

I temi

La parola d’ordine è Onde: onde elettromagnetiche, gravitazionali, ma anche acustiche, marine. E, non a caso, l’onda della pandemia: proprio al Sars-Cov-2 il Festival dedica un ciclo di incontri, “L’Onda Covid: capire per reagire”, sviluppato in collaborazione con il Bo Live, il magazine dell’Università di Padova, con la supervisione scientifica dell’immunologa Antonella Viola.

E ancora, l’onda lunga dello stesso festival, che lancia un percorso di avvicinamento scientifico verso la prossima edizione di The Ocean Race, per la prima volta in Italia, a Genova, nel 2023.

Dalla parola “onde” l’ispirazione per affrontare moltissimi temi: ambiente e cambiamenti climatici, matematica, chimica, astrofisica e cosmologia, genetica e medicina, intelligenza artificiale e big data, ma anche cibo, arte, architettura, archeologia, fumetti, filosofia e linguistica. Il tutto raccolto e articolato in un programma nato da oltre 300 proposte arrivate da tutta Italia, in risposta al bando di idee lanciato dal Festival a dicembre 2019.

«Il tema delle onde ci ha permesso di cavalcare davvero tanti argomenti – racconta Diaspro – Partiremo da tre premi Nobel, su oscillazione dei neutrini,  onde gravitazionali e “strizzamento” della luce. Avremo poi delle conferenze fantastiche: guarderemo il cancro dalla parte del cancro, celebreremo Rodari e cercheremo di venire incontro anche a tutte le problematiche attuali, non solo legate al Covid, ma anche sulle tematiche dell’emergenza alimentare e delle diseguaglianze».

I protagonisti

Tra i principali ospiti presenti alla diciottesima edizione del Festival della Scienza, tre premi Nobel per la Fisica, protagonisti di altrettante conferenze: Takaaki Kajita, fisico giapponese vincitore del premio Nobel per la Fisica nel 2015 per la scoperta delle oscillazioni del neutrino, che nella conferenza “Svelare i segreti dell’Universo con i neutrini” racconta i retroscena sulla comprensione di questo fenomeno; Gérard Mourou, premio Nobel per la Fisica nel 2018 per invenzioni rivoluzionarie nel campo della fisica dei laser, sarà protagonista della lectio “Il laser a luce estrema”; e ancora, il Nobel per la Fisica nel 2017 Barry Barish, che insieme a Eugenio Coccia, rettore del Gran Sasso Science Institute, in “L’onda lunga”, illustra il lungo e affascinante percorso che ha portato alla scoperta delle onde gravitazionali.

Il Festival on-line

Sito web: www.Festivalscienza.it
Hashtag: #Festivalscienza
Facebook: www.facebook.com/Festivaldellascienza
Twitter: @FDellaScienza
Youtube: FestivalScienza

Altro grande nome di orgoglio nazionale presente al Festival della Scienza 2020 è Luca Parmitano, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea e primo italiano al comando della Stazione Spaziale Internazionale, in collegamento da Houston nella conferenza “Vivere sulla luna” insieme a Giorgio Saccoccia, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana.

A parlare di superconduttività e fisica delle alte energie Lucia Votano, Viviana Fafone, Lucio Rossi, Anna Grassellino e Antonio Zoccoli, volti della conferenza in apertura di manifestazione “Ricerca Made in Italy”.

Luigi Stella, astronomo dell’Osservatorio Astronomico di Roma, è la voce della conferenza “Le onde dei Buchi Neri”. Di difficili teorie matematiche che sono alla base dello studio di complessi problemi concreti parla Susanna Terracini, esperta di teoria del caos e docente di Analisi Matematica all’Università di Torino, nella conferenza “Forme ottimali e motivi nella dinamica delle popolazioni”.

Telmo Pievani, filosofo della scienza ed evoluzionista, regala l’anteprima di “Finitudine, un romanzo filosofico su fragilità e libertà”.

Molto ampio il capitolo dedicato alla ricerca e alla cura delle malattie, tra cui Pier Paolo Di Fiore, direttore del programma di “Novel Diagnostics” dell’Istituto Europeo di Oncologia, con “Il prezzo dell’immortalità”, Marianne van den Bree, professore alla Cardiff University, con “Genetica, ambiente e malattia mentale”.

Non mancano le neuroscienze, con il neurofisiologo Simone Rossi, protagonista della conferenza “Il cervello elettrico”, Pietro Pietrini, psichiatra, neuroscienziato e direttore del MoMiLab, che affronta la lectio “Viaggio nelle emozioni”, Marilù Gorno Tempini, neurologa comportamentale a capo del laboratorio di Lingua e Neurobiologia del Memory and Aging Center dell’Università di San Francisco, con l’incontro “Nuotando tra le onde cerebrali” e infine i neurologi Mario Amore e Matilde Inglese con la loro “Le onde che ci aiutano a conoscere il cervello”.

Di vantaggi e rischi legati all’AI si parla in “Intelligenza artificiale” con Stefano Quintarelli, imprenditore pioniere di internet ed esperto di comunicazioni e informatica.

Droni, big data e genomica per l’agricoltura 4.0 e Michele Morgante, esperto di genetica delle piante, per parlare dei “Semi del futuro”.

Dal Grantham Institute dell’Imperial College di Londra arriva Neil Jennings per spiegare come “Fare squadra contro il cambiamento climatico” insieme a Giorgio Metta, direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia e Paolo Vineis, professore di Epidemiologia Ambientale all’Imperial College di Londra.

Maurizio Ferraris, filosofo e presidente del Laboratorio di Ontologia dell’Università di Torino, tratta invece il tema del “Webfare: il Virus, il Web, il Welfare”, mentre il sociologo Massimiano Bucchi affronta la tematica della tecnologia nella nostra vita in “Io & Tech”.

Sono solo alcuni dei protagonisti delle giornate del Festival: clicca qui per scoprire il programma completo.

I biglietti

I biglietti e le prenotazioni sono acquistabili online sul sito del Festival e per la prima volta anche tramite call center (010 8934340). Attiva anche la biglietteria del cortile maggiore di Palazzo Ducale, ma vista l’attuale situazione, il consiglio è quello di usufruire del servizio online e telefonico.

Il biglietto giornaliero intero costa 13 euro, ridotto 11 euro, ridottissimo 9. L’abbonamento standard (comprende anche eventi in streaming) intero ha il costo di 21 euro, ridotto 18 euro, ridottissimo 12 euro. I bambini fino a 5 anni non pagano. Per l’offerta online è previsto anche il nuovo abbonamento live streaming al costo di 10 euro. Alcuni eventi in programma sono gratuiti.

Il biglietto Scuola, riservato agli studenti che partecipano al progetto Scuole costa 9 euro ed equivale a un abbonamento standard (per tutti gli eventi, in presenza e online).

Tutti gli eventi in presenza sono a prenotazione obbligatoria, che ha il costo di 50 centesimi l’una.

I luoghi del festival

Acquario di Genova, Archivio di Stato, Biblioteca Internazionale per Ragazzi Edmondo De Amicis, Biblioteca Universitaria di Genova, Castello d’Albertis, Galata Museo del Mare, La città dei bambini e dei ragazzi, Largo Sandro Pertini, Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone, Museo di Archeologia Ligure, Museo di Storia Naturale Giacomo Doria, Oratorio di San Giovanni di Pré, Osservatorio Astronomico del Righi, Palazzo della Borsa, Sala Quadrivium, Società Ligure di Storia Patria, Palazzo Ducale, Palazzo Grillo, Palazzo San Giorgio, Piazza delle Feste, Piazza De Ferrari, Porta Siberia, Teatro della Gioventù, Teatro della Tosse, Orto Botanico

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