Microimprese al centro; fisco, incentivi, credito e pagamenti; competitività; burocrazia; formazione e lavoro; infrastrutture, ambiente, trasporti ed energia. Attorno a questi sei macro-temi ruota #NextLiguria, il documento contenente le proposte che Confartigianato Liguria ha elaborato per sostenere le imprese liguri a “valore artigiano” nei prossimi cinque anni.

Le priorità, che nei prossimi giorni saranno sottoposte ai candidati alla presidenza e al consiglio regionale della Liguria per la sottoscrizione, sono articolate in obiettivi e azioni concrete per costruire insieme la “Liguria di domani”, a partire dal rilancio di un settore che rappresenta la linfa vitale dell’economia ligure: il 96,3% delle aziende è rappresentato proprio dalle microimprese (fino a 10 addetti), oltre 118 mila sul territorio regionale. Contando anche le piccole imprese (cioè quelle fino a 50 addetti), si arriva a poco più di 123 mila realtà, il 99,6%.

I candidati alla presidenza saranno incontrati individualmente, mentre i candidati al consiglio regionale possono sottoscrivere le proposte nei seguenti incontri provinciali organizzati fisicamente nelle sedi di Confartigianato o in collegamento: Genova, 8 settembre alle 17,30, Sanremo, 9 settembre alle 12, La Spezia, 10 settembre alle 12, Savona, 11 settembre alle 12.

«Numeri che sono testimoni dell’importanza fondamentale delle nostre microimprese per lo sviluppo economico del territorio ligure – sottolinea Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – Per questo abbiamo elaborato una serie di proposte e le abbiamo tradotte in azioni concrete e realizzabili. Ai candidati alla presidenza e al consiglio regionale della Liguria chiediamo di condividerle e sottoscriverle: da parte nostra, come fatto in tutti questi anni, ci impegniamo a seguire e controllare gli eletti anche per il mandato 2020-2025».

Il primo punto, microimpresa al centro, si pone l’obiettivo di valorizzare le realtà produttive più piccole della Liguria: le azioni proposte consistono, in particolare, nell’inserire nelle normative e negli atti regionali i principi del dettato costituzionale, dello Small Business Act e dello Statuto delle Imprese. Si chiede anche di modificare la legge quadro dell’artigianato, per promuovere proprio l’impresa a “valore artigiano”, ma anche l’estensione a tutti i settori artigiani del marchio di qualità e infine l’attivazione di un sistema di valutazione dell’operatività delle banche verso le microimprese, tramite un confronto tra Regione Liguria, Abi, associazioni imprenditoriali e confidi.

In tema di fisco e credito, le principali proposte vertono sulla riduzione della tassazione regionale e sull’esenzione dell’Irap per le nuove imprese nei primi anni di attività. Chiesto anche il potenziamento della Cassa per gli artigiani, l’integrazione tra programmazione, risorse e azioni dei fondi Por e la creazione di una “filiera della garanzia regionale” che integri gli interventi di Confidi, Filse e Fondo di Garanzia per un miglior accesso al credito. Più monitoraggio e interventi decisi anche sui tempi di pagamento della pubblica amministrazione.

Passando all’argomento competitività, resta ancora da realizzare un’unica agenzia per l’internazionalizzazione e la promozione, che accorpi i vari organi regionali. A mancare è anche il lancio del “brand Liguria”, soprattutto nell’ambito della promozione del cosiddetto “turismo esperienziale” per un’offerta territoriale integrata.

Lunga la lista delle proposte di Confartigianato in ambito burocrazia: tra le azioni più importanti, la semplificazione delle procedure e la riduzione dei tempi di attesa per l’erogazione delle risorse. Razionalizzazione delle partecipate, più trasparenza nei conti, istituzione dell’attività di autocontrollo in tutti i settori della PA. Rendere più agevoli la gestione dei servizi e l’accesso alle informazioni della pubblica amministrazione, anche avvalendosi del personale in smartworking e di un portale regionale in rete con gli enti locali.

Per ciò che riguarda la formazione e il lavoro, per Confartigianato occorre assistere in modo particolare la creazione d’impresa, soprattutto giovanile, e incentivare tirocini, work experience e formazione continua. Promuovere il valore artigiano nelle attività di orientamento e potenziare anche lo stesso ruolo formativo delle microimprese, con la nascita delle botteghe-scuola, attese da anni. Tra le esigenze espresse dall’associazione, anche quella di migliorare e coordinare l’incontro tra domanda e offerta e integrare l’attività dei centri per l’impiego a quella delle associazioni di categoria.

Infine, resta l’ambito infrastrutture, ambiente ed energia. La principale azione da portare a termine riguarda il complesso di grandi opere infrastrutturali che Liguria attende da molti anni. Opere da realizzare anche con il coinvolgimento delle microimprese liguri del settore. A questo proposito, si chiede inoltre la costituzione di un tavolo permanente di confronto tra enti pubblici e mondo economico sul monitoraggio dello stato di attuazione delle stesse infrastrutture. E ancora, più semplificazione e accessibilità e minori costi di partecipazione alle gare d’appalto e adeguamento costante del prezzario regionale. Si chiede infine una maggiore integrazione tra i mezzi di trasporto di persone e il tpl non di linea (taxi, noleggio, battelli), più aree di sosta attrezzate e intermodali per il settore dell’autotrasporto e maggiori azioni e contributi per le imprese per favorire il risparmio energetico.

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.