«Registriamo dalle parole dell’ad di Carige Francesco Guido che il rilancio della banca non è in discussione. Bene, ma va detto con chiarezza che il rilancio, per essere tale, non può prescindere dai lavoratori e dalla loro valorizzazione professionale. Se Carige infatti oggi è ancora in piedi ciò si deve proprio ai sacrifici dei lavoratori e allo spirito di servizio con cui anche nei momenti più difficili hanno garantito l’operatività e assicurato alla clientela servizi di qualità». Questo il commento di Vilma Marrone, segretaria nazionale di First Cisl, al termine dell’incontro tra i sindacati e i vertici di Carige.

«È positivo, in ogni caso – aggiunge Marrone – che sia stata ribadita la volontà di non abbandonare il territorio e di non spingere sulla leva della finanza per fare profitti, tenendo al cento della mission della banca il lavoro e i lavoratori. Ora bisogna passare dalle parole ai fatti».

«La banca – dichiara il rappresentante aziendale di First Cisl in Carige Matteo Muzio – ci ha comunicato che in parallelo all’avvio della procedura di esodo e alla chiusura delle filiali, a gennaio 2021 verranno assunti 22 lavoratori. Non ci saranno ulteriori tagli rispetto a quanto previsto dal piano industriale: questo è fondamentale per noi. Per una valutazione definitiva bisognerà però attendere i prossimi incontri».

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