Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe rileva nella settimana 29 luglio – 4 agosto, rispetto alla precedente, un incremento del 11,2% dei nuovi casi (1.931 vs 1.736), a fronte di una lieve diminuzione del numero di tamponi diagnostici. Situazione che si riflette anche in Liguria, pur rimanendo questa tra le regioni con l’aumento meno marcato (solo sei casi di differenza, 66 vs 60).

Relativamente ai dati ospedalieri, se i pazienti in terapia intensiva restano sostanzialmente stabili (41 vs 40), si assiste a un ulteriore lieve aumento (761 vs 749) di quelli ricoverati con sintomi. In dettaglio:

Decessi: +48 (+0,1%)
Terapia intensiva: +1 (+2,5%)
Ricoverati con sintomi: +12 (+1,6%)
Nuovi casi totali: +1.931 (+0,8%)
Tamponi diagnostici: -1.911 (-1%)
Tamponi totali: +21.415 (+6,5%)

«Negli ultimi 7 giorni – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – si conferma il trend in crescita sia dei nuovi casi, sia dei pazienti ospedalizzati con sintomi. Due segnali invitano a mantenere alta la guardia, senza fomentare allarmismi, ma con grande senso di responsabilità individuale e collettiva».

Anche nella settimana 29 luglio-4 agosto si rileva una notevole variabilità regionale (tabella): in 7 regioni si rileva una riduzione complessiva di 281 nuovi casi rispetto alla settimana precedente, con un range che varia dai -62 casi dell’Emilia-Romagna a -7 della Valle D’Aosta. Le restanti 14 regioni registrano un aumento dei nuovi casi: svetta quello del Veneto (+226), mentre altrove gli incrementi oscillano dai +41 della Provincia Autonoma di Bolzano ai 6 di Liguria e Umbria.

«Quale indicatore della diffusione del contagio – spiega il presidente – abbiamo rivalutato la distribuzione geografica dei 12.482 casi attivi al 4 agosto, i casi “attualmente positivi” secondo la denominazione della Protezione Civile, diminuiti complessivamente di 127 unità rispetto alla settimana precedente». Il 46,1% si concentra in Lombardia (5.752); un ulteriore 35,5% si distribuisce tra Emilia-Romagna (1.581), Veneto (1.065), Lazio (987), Piemonte (798); i rimanenti 2.299 casi (18,4%) in 16 Regioni e Province autonome con un range che varia dai 405 della Toscana ai 13 della Valle D’Aosta.

In generale, i dati confermano il quadro epidemiologico di circolazione endemica del virus con un trend in progressivo aumento dei nuovi casi nelle ultime due settimane: se nelle prime tre settimane di luglio i nuovi casi erano stabili (circa 1.400 per settimana), nelle ultime due settimane sono progressivamente aumentati prima a 1.736 nella settimana 22-28 luglio e poi a 1.931 nella settimana 29 luglio – 4 agosto.

«Davanti a numeri in progressivo rialzo – conclude Cartabellotta – si conferma la necessità di aderire ai comportamenti raccomandati: dal distanziamento sociale all’uso della mascherina negli ambienti pubblici al chiuso e all’aperto dove non è possibile mantenere la distanza minima di un metro, al rispetto del divieto di assembramenti. Dal canto suo, alla vigilia del nuovo dpcm il governo non può non tenere conto di questi dati nel dettare le regole per le prossime settimane (o mesi), mentre le autorità sanitarie devono potenziare la sorveglianza epidemiologica, sia per identificare e circoscrivere i focolai, sia per individuare tempestivamente i casi di importazione dall’estero potenziando il testing rapido nei principali hub di ingresso nel Paese».

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