Da oggi, con il primo intervento di chirurgia vascolare nella nuova e moderna sala ibrida, inizia l’attività del nuovo blocco operatorio dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova.

Dieci moderne sale operatorie di cui una dedicata alla chirurgia robotica, attività innovativa che coinvolge già la chirurgia generale e coinvolgerà anche altre chirurgie specialistiche, e un’altra ibrida, dotata cioè di un moderno angiografo e strumentazioni che consentono interventi condotti con tecnica endovascolare e sotto controllo radiologico ma anche con tecnica open o mista quando questo fosse necessario. Costo complessivo 21 milioni di euro.

La realizzazione del nuovo blocco era iniziata nel luglio 2015, con il bando di gara. Nel 2017 l’inatteso fallimento dell’azienda capofila della associazione di impresa responsabile della realizzazione dell’opera, una palazzina di 2 piani sul retro del Monoblocco accanto all’edificio dei nuovi laboratori ormai noto come “fagiolone”, aveva creato serie difficoltà tanto da mettere in dubbio l’intera realizzazione che doveva essere inderogabilmente completata entro il 31 dicembre 2019 pena la perdita dei finanziamenti. Ricostituito il gruppo di imprese per la realizzazione, l’incarico di capofila è stato assegnato alla ditta seconda classificata alla gara d’appalto, il Consorzio genovese CMCI. Da quel momento i lavori sono proseguiti speditamente, tanto che grazie alle economie di scala realizzate in corso d’opera è stato possibile attrezzare completamente anche la sala ibrida la cui realizzazione era prevista solo successivamente. Completati i lavori, l’avvio delle attività è stato rinviato a causa dell’emergenza Covid, anche se alcune porzioni, l’area di preanestesia e risveglio e quelle dedicate alla nuova terapia intensiva, sono state attrezzate per incrementare i letti di rianimazione per i pazienti colpiti da coronavirus.

Il nuovo blocco consta di 10 sale operatorie totalmente nuove e attrezzate cui si aggiungeranno altre 4 sale del vecchio blocco operatorio che sono andate incontro a un processo di “upgrading” con connessione in rete con le altre sale e possibilità di richiamo dati e integrazione delle immagini.

Saranno disponibili ampie aree con postazioni completamente monitorizzate che garantiscono la totale sicurezza sia nella fase di preanestesia prima dell’intervento chirurgico che la gestione dell’immediato postoperatorio. Inoltre, l’inizio dell’attività in questa nuova ala permetterà di avviare lavori di manutenzione, ristrutturazione e riorganizzazione degli spazi nell’intero Monoblocco per la totale gestione chirurgica e intensivistica dei pazienti più complessi in questa unica sede. In particolare, verrà rimodulata la disponibilità e la funzionalità delle aree di terapia intensiva ricavando un’area dedicata esclusivamente alla terapia intensiva postoperatoria cardiovascolare e una nuova terapia intensiva cardiologica (Utic) a supporto di due moderne sale di cardiologia interventistica avanzata e di una sala di aritmologia. La maggiore disponibilità di spazi operatori permetterà anche di riprogettare e ampliare la consolidata attività di trapianto di organi solidi.

«Un risultato eccezionale che sottolinea il valore del lavoro di squadra – spiega Giovanni Ucci, direttore generale dell’ospedale Policlinico San Martino – Se San Martino è riuscito a centrare l’obiettivo nei tempi previsti superando gli imprevisti e le difficoltà incontrate nel percorso è stato solo grazie alla determinazione, alla collaborazione e alla coesione di tutte le componenti tecniche e professionali che hanno contribuito al progetto, con il costante e continuo supporto da parte della componente regionale, riuscendo addirittura a migliorarlo rispetto alle previsioni iniziali grazie a un certosino lavoro per utilizzare al meglio le risorse che ci erano state messe a disposizione».

Il Policlinico disporrà di una piastra chirurgica di alto livello dotata delle più avanzate tecnologie tra le quali annoveriamo una sala dedicata alla chirurgia dei trapianti, una sala per la chirurgia robot-assistita e infine una sala ibrida per la gestione completa delle patologie chirurgiche cardiovascolari.

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