Una formula “ibrida”, che unisca l’incontro tradizionale tra i partecipanti a uno scambio di relazioni sul web. È il convegno nel post Covid-19, che a Genova potrebbe ripartire con queste nuove modalità già in autunno con alcuni importanti congressi nazionali, come quello dell’Unione italiana ciechi, quello dei direttori amministrativi finanziari e degli enologi italiani. Congressi di una certa portata, sicuramente nell’ordine dei 400 partecipanti (e forse più), che dovranno essere gestiti assicurando sicurezza e distanziamento sociale: la distribuzione su più sedi, formula spesso già adottata a Genova, sarà fondamentale per garantirne il rispetto.

A delineare il futuro del settore congressuale ed eventi è Carla Sibilla, presidente di Convention Bureau Genova (il braccio operativo del Comune per questo comparto) e di Meeting Liguria e consigliere di amministrazione di Federcongressi nazionale: «Tra aprile e maggio Genova ha dovuto fare a meno di 185 eventi – spiega Sibilla a Liguria Business Journal – dialogare con le aziende, e non tanto con il consumatore finale, ha permesso di far slittare la maggior parte degli eventi in programma, limitando così gli annullamenti che a Genova e in Liguria non sono andati oltre il 20%, tasso inferiore a quello medio nazionale: molti appuntamenti in agenda in questi mesi sono stati prorogati all’autunno o al 2021».

L’obiettivo è dunque riaprire le porte dei congressi a ottobre, ma alcune realtà si stanno organizzando per anticipare la ripartenza a fine estate: «Nella percezione di tutti il nostro settore sarà l’ultimo a ripartire – dice Sibilla – ma ci sono alcuni centri, come quello di Rimini, che hanno già confermato dai primi di settembre una serie di importanti convegni medici. Chi si sarà già organizzato a livello di sicurezza, con distanziamento sociale e gli opportuni dpi, potrà farlo. La questione della programmazione e della certezza delle date è proprio uno dei temi che stiamo portando all’attenzione del governo. A livello cittadino e regionale, lo sforzo di Cbg è quello di rendere fattibili i congressi programmati tra settembre e dicembre».

 

 

 

 

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Del resto il turismo genovese per ripartire ha bisogno anche della fetta congressuale, settore che viene da un biennio molto positivo: «Nel 2019 Genova ha toccato i 3.700 eventi, nel 2018 erano oltre 3.600 – precisa la presidente di Cbg – l’anno scorso i partecipanti sono stati 580 mila, con un incremento del 15% rispetto all’anno precedente. Numeri che per gli albergatori genovesi si sono tradotti in 280 mila pernottamenti e il 20% delle presenze nelle loro strutture. Senza contare la spesa media di ciascun partecipante, siamo nell’ordine dei 120 euro al giorno».

Un’ottima performance, bruscamente frenata in questo 2020 dall’emergenza Covid: «In Italia il coronavirus ha impattato sul settore con un danno economico stimato in 2,7 milioni di euro – sottolinea Sibilla – l’emergenza ha bloccato tutto, anche a livello psicologico: la difficoltà ora sta soprattutto nell’ipotizzare eventi con tutte le problematiche legate alla sicurezza e al distanziamento sociale e nel renderne il costo sostenibile. Penso solo a Cbg, che ha 40 soci, imprenditori molto diversi tra loro, dai trasporti al catering, ognuno con le sue problematiche. Non è facile gestire il tutto. Ma c’è da dire che il settore congressuale a livello nazionale è estremamente strutturato, molto più di altri comparti del turismo, ed è quello che più incisivamente sta reagendo a livello di interlocuzione con il governo. Genova è anche ben rappresentata proprio nel cda di Federcongressi. A nostro favore c’è soprattutto il fatto che la città, così come la Liguria, può contare su un sistema territoriale vincente, ben rodato, che negli anni ha garantito maggiore qualità agli eventi realizzati. Distribuire il singolo congresso in più sedi e i pernottamenti in più alberghi, necessità inevitabili per garantire il distanziamento tra partecipanti, per noi sarà più semplice: gli operatori sono abituati a lavorare insieme, la logistica territoriale è un meccanismo ben oliato, e sarà un vantaggio nella gestione dei prossimi congressi».

Tra le diverse sedi da considerare ci sarà anche quella virtuale: «Come Cbg contiamo anche su fornitori di servizi webinar per realizzare convegni ibridi, in modo che i relatori possano essere presenti non personalmente. Ma il convegno esclusivamente online può essere una soluzione solo nel breve periodo: per sua natura il congresso ha bisogno del rapporto umano, che spesso è la chiave di alcuni convegni e ne dà un valore aggiunto. Ben venga il digitale, ma passata questa ondata, la formula sarà ibrida piuttosto che totalmente online. Naturalmente, nel rispetto delle regole».

I protocolli di sicurezza sono quasi messi a punto, saranno adottati questa settimana: «L’interlocuzione con il governo è efficace e produttiva e c’è grande attenzione da parte dei ministri verso il nostro settore che, come detto, è forte di professionalità strutturate e di un valido coordinamento tra associazioni di categoria – sostiene Sibilla – oltre a tempistiche e programmazioni certe, abbiamo chiesto un supporto a fondo perduto per il personale e una forte spinta alla promozione della destinazione Italia. Una destinazione sicura e confortevole. E lo stesso vale per Genova e la Liguria, che, specie a livello b2b, devono accreditarsi come mete attrezzate e organizzate per la gestione di qualsiasi evento nel post emergenza covid: il cliente chiede la verifica delle condizioni di sicurezza, ma Genova non viene mai messa in discussione».

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