Come cambiano la retribuzione e la vita per chi è in cassa integrazione?

Limitiamo gli esempi ai casi principali e di maggiore diffusione, indicando le regole generali, senza confondere chi legge con le eccezioni e con gli aghi nel pagliaio.

Tredicesima e quattordicesima: non maturano se la cassa è pari o superiore a 15 giorni nel corso del mese.

Ferie e permessi: idem come sopra.

Assegno familiare: continua a essere pagato, ma non a chi percepisce la Fis o il Fsba, congiunte della cassa. Al momento il diritto al pagamento è sospeso, non spetta (in attesa dei soliti chiarimenti dell’Inps).

Tfr: matura al 100%, in ogni ipotesi, nessuna esclusa.

Maternità: come se la cassa non esistesse, nulla cambia, sia in termini retributivi sia normativi.

Malattia: il presupposto fondamentale è distinguere e accertare se la sospensione del lavoro è totale o parziale. Se la malattia è iniziata prima o nel corso della sospensione a zero ore del lavoro dell’azienda o del reparto di appartenenza del lavoratore: no trattamento malattia/sì cassa. Se la malattia è iniziata prima o nel corso della riduzione dell’orario aziendale o del reparto: sì malattia/no cassa.

Se la malattia insorge nel caso in cui la sospensione a zero ore è interrotta dalla riduzione dell’orario, aziendale o del reparto, sì malattia/no cassa, con diritto al trattamento di malattia a decorrere dal giorno in cui la riduzione ha sostituito la sospensione.

In ogni ipotesi in cui non spetta il trattamento di malattia, il lavoratore cassaintegrato è esonerato dall’obbligo di inviare, all’Inps e al datore di lavoro, copia del certificato medico.

Infortunio sul lavoro, pre cassa e pre Covid: no cassa fino al termine dell’infortunio, trattamento parte a carico dell’Inail e parte a carico del datore di lavoro.

Contagio da Covid, dopo la ripresa del lavoro post cassa: è infortunio sul lavoro, compreso il caso “in itinere”, cioè nel tragitto da casa al posto di lavoro e viceversa, se il lavoratore è in grado di dimostrarlo e salvo che il datore di lavoro sia capace di provare il contrario.

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