«Dalla città della Lanterna si irradia nuova luce sull’Italia», così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte alla cerimonia che ha sancito il completamento della struttura nuovo ponte sul Polcevera, con il varo in quota dell’ultima campata.

Conte sottolinea quanto il “modello Genova” sia da replicare, anche alla luce della forte crisi legata all’epidemia da coronavirus: «La suturazione della ferita qui sopra giunge in periodo di particolare emergenza. Il più grande atto di amore che dobbiamo a noi stessi e all’Italia intera è di impegnarci a ripartire insieme, farci forza l’un l’altro sul presupposto che ciascuno faccia ciò che deve fare. Se lavoreremo in questo modo, se noi avremo coraggio, determinazione, una direzione da inseguire, non ci fermeremo ad additare nemici, ma saremo come questa comunità che ha saputo riprendere il cammino. Dopo il buio può si cominciare a vedere la luce per l’Italia intera».

Un cantiere definito «Simbolo per l’Italia intera, un’Italia che sa rialzarsi, che si rimbocca le maniche, che non si lascia abbattere e sopraffare da una tragedia così dolorosa. Tutti insieme portiamo a casa un risultato straordinario. Le immagini della tragedia avevano fatto il giro del mondo, ora a essere diffuse saranno queste. La suturazione della ferita qui sopra giunge in periodo di particolare emergenza. In Europa grande sfida e tragedia da dopoguerra a oggi. Per quanto oggi non è giorno di festa, siamo consapevoli che dalla città della Lanterna si irradia nuova luce sull’italia.

Il presidente del Consiglio ricorda che «lo Stato non ha mai abbandonato Genova. Queste tragedie comunque non devono più ripetersi. Questo varo ha un valore simbolico, è un miracolo, ma senza enfasi».

Conte ringrazia tutti, citando in particolare Renzo Piano, che ha donato il progetto: «Ciascuno ha fatto il proprio compito, più o meno nei tempi. Quando ci fissammo questo limite temporale ricordo gli sguardi preoccupati. Avevo consapevolezza che fissare la data più immediata possibile fosse di incitamento a finire quanto prima. A breve torneremo per l’inaugurazione».

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