Dopo aver analizzato la spesa procapite per la gestione del rifiuto indifferenziato (leggi qui), Bj Liguria ha estrapolato dal catasto rifiuti dell’Ispra, i dati liguri sui costi per kg di rifiuto. Anche in questo caso ci sono enormi differenze di spesa.

I costi di gestione del ciclo dei servizi dei rifiuti indifferenziati (Cgind), sono distinti in quattro componenti:
costi di spazzamento e lavaggio strade (Csl);
costi di raccolta e trasporto (Crt);
costi di trattamento e smaltimento (Cts);
altri costi, inerenti la gestione dei rifiuti urbani indifferenziati, non compresi nelle voci precedenti (Ac).

Provincia di Imperia

I costi maggiori si hanno in tre Comuni: Molini di Triora 103,48 centesimi di euro, Prela 89,17 centesimi di euro e Triora 88,02 centesimi di euro.
Le cifre più basse le pagano Diano Arentino (14,85 centesimi di euro, ma la cifra riguarda solo i costi di trattamento e smaltimento), Costarainera con 20,95 centesimi di euro e Taggia con 23,63.

Il capoluogo, Imperia, si attesta a 26,24 centesimi di euro per kg.

Provincia di Savona

Andora ha il record del costo più basso, anche se la cifra riguarda solo quelli di trattamento e smaltimento: 2,21 centesimi di euro. Non se la passano male neanche Vado Ligure con 12,40 e Pietra Ligure con 16,61. Il capoluogo Savona spende 25,24 centesimi di euro al kg. Fuori quota il Comune di Onzo, fermo a zero.
Chi invece ha costi particolarmente alti sono i Comuni di Castelvecchio di Rocca Barbena con 192,59 (la cifra più alta in Liguria), Urbe con 148,78 e Giustenice con 128,79.

Provincia della Spezia

I Comuni che spendono meno sono Rocchetta di Vara con 3,92 (comprende solo il costo di raccolta e trasporto), Sesta Godano con 19,52 centesimi di euro e Sarzana con 20,44.  Il capoluogo La Spezia spende 27,04 centesimi di euro al kg, molto meno di Carrodano (150,83), Pignone (89,70) e Zignago (75,67).

Provincia di Genova

Il costo al kg dei rifiuti indifferenziati vede molte differenze anche nei Comuni della Provincia di Genova: Mezzanego è quello più alto con 107,87 centesimi di euro, segue Bogliasco con 94,40 e Borzonasca con 78,56. I costi più bassi invece si registrano a Savignone con 8,97 (ma solo per i costi di raccolta e trasporto), seguito da Tribogna (17,98 centesimi di euro) e Bargagli (18,21). Tra i costi minori compare anche Rapallo con 19,14. Genova si attesta a 19,33 centesimi di euro. Portofino, i cui costi procapite erano particolarmente alti, a livello di costo al kg di rifiuti si ferma a 59,99.

Occorre però tenere conto che conta, in questo caso quanti sono i kg prodotti: Portofino, per fare un esempio, su una popolazione di 387 abitanti, produce 699,96 tonnellate di rifiuti urbani. Un’enormità rispetto a un Comune come Vobbia che ha circa lo stesso numero di abitanti (380): 226,92 tonnellate. In questi dati occorre tenere conto dell’effetto turismo e del tenore di vita.

Castelvecchio di Rocca Barbena, per andare a vedere il Comune che spende di più al kg, ha 146 abitanti e una produzione di rifiuti urbani di 57,36 tonnellate. Aquila di Arroscia ha 156 abitanti e produce 77,49 tonnellate di rifiuti, spendendo 44,71 al kg, molto meno rispetto al Comune del savonese. Proprio in questi giorni Castelvecchio di Rocca Barbena è stato premiato da Legambiente come uno dei Comuni “rifiuti free”, ossia un procapite di rifiuto residuo (indifferenziato) molto basso, in cui bisogna avere un procapite di secco residuo inferiore ai 75 kg per abitante all’anno.

(continua qui).

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