Migranti: Anci, strutture ampie e accoglienza distribuita in modo equo sul territorio

L’utilizzo delle strutture più ampie per un’accoglienza di prima necessità, propedeutica all’identificazione, allo smistamento o al rimpatrio, e un’accoglienza distribuita in modo equo e intelligente sul territorio, evitando grandi concentrazioni, e gestita da soggetti non profit affidabili e controllati, sono i due punti cardine del modello proposto da Anci Liguria per gestire le presenze di migranti, ribadito oggi in occasione della riunione del Tavolo di coordinamento regionale sull’immigrazione.

Anci ha precisato che la strada per una gestione sostenibile dell’accoglienza migranti passa per una «distribuzione equa e intelligente sui territori e Sprar (Sistema di Protezione richiedenti asilo e rifugiati)».

Oggi in Liguria, secondo i dati Anci, sono 12 i Comuni che aderiscono allo Sprar e ospitano circa 400 profughi. 4.000 i profughi accolti in centri di accoglienza straordinaria.

«Oggi, grazie al prefetto di Genova che ha convocato il Tavolo di coordinamento regionale – dichiara Pierluigi Vinai, direttore generale di Anci Liguria – è ripreso un lavoro importante, con l’indispensabile e imprescindibile collaborazione tra Anci Liguria, le prefetture e la Regione Liguria».

«Da parte nostra – ha aggiunto Vinai – continueremo a impegnarci per salvaguardare l’autonomia dei sindaci e difendere le comunità locali da quella che potrebbe apparire come un’invasione, ma che così non è, come ci confermano i numeri. Continueremo a lavorare inoltre in stretta sinergia con la Regione Liguria e con l’assessore Sonia Viale sui temi dei minori non accompagnati e contro la tratta degli esseri umani. Apprezziamo l’azione straordinariamente efficace delle prefetture per ridurre al minimo l’impatto delle quote assegnate e ci impegneremo quindi per sensibilizzare ulteriormente le realtà locali rispetto all’accoglienza di piccoli numeri, che risolvono evitando un insostenibile sovraccarico strutturale. Infine, non posso non citare il caso di Ventimiglia, vera e propria assurdità internazionale, di cui fanno le spese soprattutto il sindaco Ioculano e i cittadini, a cui va tutta la nostra solidarietà».

Secondo Paolo Pezzana, responsabile dell’Immigrazione di Anci Liguria, «è fondamentale ampliare la rete del Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati, l’unica soluzione che può garantire il controllo diretto da parte dei sindaci e degli amministratori locali dei progetti di accoglienza che incidono sulle loro comunità, di concerto con la Prefettura e in collaborazione con associazioni del terzo settore di comprovata serietà».