Due gli appuntamenti, il 19 e 27 maggio, per il ciclo Mutazioni_Città al bivio per il nuovo Secolo, a cura di Carmen Andriani e Manuel Gausa, organizzato dal Dipartimento Architettura e Design (DAD) dell’Università di Genova e dal Corso di Dottorato in Architettura e Design in collaborazione con la Fondazione Ordine Architetti di Genova.

Entrambi gli incontri, in programma dalle 17 alle 19, saranno fruibili esclusivamente online. Per architetti e professionisti, cui verranno riconosciuti i crediti formativi (2 CFP), si richiede l’iscrizione tramite il portale Formagenova.it; sarà invece visibile a tutti gli appassionati collegandosi gratuitamente alla piattaforma GoToWebinar.

Mercoledì 19 maggio, Istanbul: Città Mondo a cura di Luca Molinari aprirà il ciclo di conferenze per presentare le sfide che le città del terzo millennio si troveranno ad affrontare in era di post pandemia. Bisanzio, Costantinopoli, Stambul, Istanbul, sono decine i modi di nominare una delle metropoli più dense e universali della storia dell’uomo. Asse geografico, ambientale, culturale, sociale, politico che per oltre duemila anni è stata comparabile a Roma per valore simbolico e valore strategico. Insieme metropoli dalle sue origini e laboratorio urbano che ne ha accompagnato la metamorfosi sino al XX secolo e a una contemporaneità che la vede popolata da oltre 18 milioni di abitanti. Istanbul è ancora quella città-mondo e insieme è un luogo in cui osservare il paesaggio metropolitano cambiare con una radicalità che hanno poche regioni urbanizzate. Per questo è utile interrogare Istanbul leggendo con attenzione le tracce di una storia urbana e architettonica così attuale.

Giovedì 27 maggio, Contraria sunt Complementa. Dalla pianificazione integrale all’autofagia: Brasilia e Hong Kong di Aldo Aymonino indagherà la nascita e lo sviluppo di due esempi, nati secondo modelli antagonisti alla fine del XIX e alla metà del XX secolo, per tentare di capire pregi, possibilità e limiti dei modelli di sviluppo spaziali e sociali delle due conurbazioni. Il fenomeno urbano è arrivato apparentemente al suo punto di non ritorno: le megalopoli, un tempo fenomeno prettamente occidentale, stanno conoscendo una stagione di espansione inarrestabile proprio nelle “nuove frontiere” di quelli che venivano chiamati “paesi (o continenti) in via di sviluppo”. L’arte di fondare e costruire città in tempi relativamente brevi sta conoscendo una stagione di sviluppo quantitativo, grazie alle nuove economie emergenti, che può avere un paragone numerico solo se ci si riferisce alle epoche remote della Magna Grecia, dell’Impero Romano o ai primi regni delle Dinastie Cinesi.

Luca Molinari, architetto, critico e teorico dell’architettura, classe 1966, vive a Milano ed è professore ordinario al Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale della Università della Campania “Luigi Vanvitelli”. Oltre alle sue pubblicazioni, collabora con numerose testate di settore; è direttore editoriale della rivista d’architettura Platform, responsabile del settore Architettura e Design della casa editrice Skira e direttore scientifico di M9 – Museo del ’900.

Aldo Aymonino (Roma 1953) è professore ordinario al Dipartimento di “Culture del Progetto” dell’Università IUAV di Venezia, di cui è direttore dal 2018, ed è titolare della Cattedra Unesco per il Patrimonio e la Rigenerazione Urbana. Sue ricerche didattiche e progettuali sono apparse in numerose pubblicazioni e ha tenuto conferenze in università italiane e straniere. Dal 1984 è Guest Critic per le Università di Waterloo e di Carleton (Canada) nei “Rome Programme”.

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