L‘Università di Genova ha ospitato nei giorni scorsi il workshop finale del progetto Pivot (Polimeri a base zolfo da inverse vulcanization come materiali a elevato indice di rifrazione per cristalli fotonici planari). Il progetto ha dimostrato che l’utilizzo razionale di uno scarto, che diventa risorsa, può essere fonte di ispirazione e di sviluppo nel campo di tecnologie avanzate come la fotonica.

Pivot ha coinvolto ricercatori dell’Istituto di Scienze e Tecnologie Chimiche “Giulio Natta” (Scitec-Cnr) e del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Genova. Il programma è stato arricchito dal contributo scientifico dei due organismi di ricerca genovesi e da ricercatori e ricercatrici dell’Università di Firenze e del Cnr di Milano e finanziato dalla Compagnia di San Paolo

Pivot propone l’utilizzo dello zolfo elementare, prodotto di scarto dell’industria petrolifera, per la sintesi di nuovi polimeri ricchi in zolfo e caratterizzati da interessanti proprietà, in particolare da un indice di rifrazione particolarmente elevato, adatto per la preparazione di cristalli fotonici completamente polimerici per applicazioni innovative che spaziano dal controllo delle proprietà di emissione di luce, ai laser e alla sensoristica. Le nuove strutture polimeriche (50-80% zolfo) sono ottenibili mediante il processo innovativo di vulcanizzazione inversa dove lo zolfo fuso viene copolimerizzato con derivati vinilici di composti aromatici.

Tali polimeri inversamente vulcanizzati sono stabili e processabili, presentano indici di rifrazione molto elevati (n=1.8) e notevole trasparenza nel NIR (lunghezze d’onda delle telecomunicazioni).

 

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