Chiusura in rialzo, tranne che per Londra, per le principali Borse europee. Parigi segna +0,21%, Madrid +0,18%, Francoforte +0,11%, Londra -0,13%. A Milano gli investitori dopo l’approvazione del recovery Plan avvenuta la notte scorsa non sembrano temere una crisi di Governo: le contrattazioni sono terminate con Ftse Italia All Share +0,44%, Ftse Mib +0,43%, Ftse Aim Italia -0,01%. In moderata contrazione lo spread Btp/Bund, attestato su 112 punti (-1,68%).

A Piazza Affari deboli i bancari, più sensibili alle tensioni nel Governo, con Bper -1,23%, Mediolanum -1,23% , Bpm (-1,09%). In fondo al Mib troviamo Leonardo (-1,91%) penalizzato dall’inchiesta per tangenti, (in cui il gruppo aerospaziale è parte offesa) che coinvolge dieci manager. In testa al listino si piazzano Azimut (+3,87%) grazie alle stime di un utile sopra le attese per il 2020, Hera (+2,93%) nel giorno del piano industriale che stima al 2024 un mol a 1,3 miliardi, con investimenti per 3,2 miliardi, Italgas +2,79.

Sul fronte valutario stabile l’euro-dollaro a 1,215 mentre la divisa europea viene scambiata a 0,891 contro la sterlina (0,894 ieri in chiusura) e 126,34 yen (126,74).

Debole il petrolio con il Wti di febbraio piatto a 53,2 dollari e il Brent di marzo a 56,4 dollari (-0,3 per cento).

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