Area crisi industriale non complessa: attivo bando da 15 mln per imprese di 38 comuni

Le domande saranno presentabili dal 23 luglio ma già da oggi, 9 luglio, le imprese potranno iniziare a compilare su Filse la domanda

Le imprese che rientrano all’interno dei 38 comuni dell’area di crisi industriale non complessa (22 nel genovesato, 11 nell’imperiese e 5 nello spezzino) potranno iniziare a compilare la domanda di agevolazione prevista dal bando da 15 milioni di euro di Regione Liguria a sostegno dello sviluppo produttivo. È attiva da oggi, 9 luglio, sul portale “Bandi On Line” di Filse la modalità offline della misura, rientrante nell’azione 1.3.3 del Pr Fesr 2021-2027. La procedura consente alle micro, piccole e medie imprese in forma singola o associata di richiedere un’agevolazione che combina una parte a finanziamento a tasso agevolato (1,5% annuo) a copertura del 75% dell’investimento a una parte a fondo perduto che può raggiungere fino al 25% dei costi ammissibili.

«Le domande saranno presentabili dal 23 luglio ma già da oggi, 9 luglio, le imprese potranno iniziare a compilare su Filse la domanda, accedendo alla procedura offline – spiega l’assessore regionale allo Sviluppo economico Alessio Piana – L’obiettivo è aiutare i nostri imprenditori a non farsi trovare impreparati a questa opportunità con cui intendiamo rafforzare l’economia e l’occupazione in territori che negli anni hanno subito una pesante de-industrializzazione. A questo proposito – aggiunge l’assessore Alessio Piana – mercoledì 17 luglio, alle ore 17, insieme ai tecnici di Regione Liguria e di Filse saremo nella sede di Confindustria Genova per presentare alle imprese interessate il bando e rispondere, nel caso fosse necessario, ad eventuali quesiti».

Per richiedere l’agevolazione regionale l’investimento dev’essere superiore ai 200 mila euro. Sono consentite spese, anche quelle avviate a partire dal 1° luglio 2023, per: l’acquisto di suolo aziendale (max 10% delle spese), fabbricati, opere edili e impiantistiche nella misura del 50% (incluse le spese di progettazione e collaudo), acquisto di macchinari, impianti produttivi e attrezzature nuovi di fabbrica, acquisto di programmi informatici, brevetti, licenze (ad esempio licenze d’uso per piattaforme digitali, digital market, condivisione di documenti e altro), know-how (max 20% investimento), prestazioni consulenziali (max 10% investimento), studi di fattibilità, valutazione d’impatto ambientale, certificazioni di qualità aziendale e ambientale, interventi per l’introduzione di innovazioni del sistema distributivo attraverso l’adozione di soluzioni tecnologiche e/o sistemi digitali (ad esempio soluzioni di digital/web marketing, siti internet, “e-business” e “e-commerce”, punto vendita digitale).

Rientrano all’interno dell’area di crisi industriale non complessa i comuni di Genova (aree portuali, parte della Val Polcevera, aree di Cornigliano, Erzelli, entroterra di Voltri), Borzonasca, Casarza Ligure, Castiglione Chiavarese, Carasco, Chiavari, Cicagna, Cogorno, Coreglia Ligure, Favale di Malvaro, Lavagna, Leivi, Lorsica, Mezzanego, Moconesi, Ne, Neirone, Orero, Rezzoaglio, San Colombano Certenoli, Santo Stefano d’Aveto, Tribogna per quel che riguarda la provincia di Genova; Borgomaro, Caravonica, Chiusanico, Chiusavecchia, Dolcedo, Pieve di Teco, Pontedassio, Pornassio, Prelà, Rezzo, Vessalico per la provincia di Imperia; La Spezia, Arcola, Bolano, Follo e Santo Stefano di Magra per la provincia della Spezia.

Le imprese interessate potranno presentare domanda, accedendo al Sistema “Bandi on line” di Filse, dal 23 al 31 luglio.

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