Legambiente, salpa dalla Spezia Goletta Verde 2024: focus sul progetto Life Muscles

Al centro del primo giorno di tappa la mitilicoltura sostenibile e l'innovazione circolare che protegge il mare

Parte oggi dalla Spezia la 38esima edizione di Goletta Verde, la storica campagna estiva di Legambiente che navigherà fino al 13 agosto lungo la Penisola per monitorare lo stato di salute di acque e coste. Tema al centro del primo giorno di tappa ligure la mitilicoltura sostenibile e l’innovazione circolare che protegge il mare. Contenuti che Goletta Verde ha portato in primo piano oggi con il progetto Life Muscles, finanziato dalla Commissione europea e guidato da Legambiente per rendere più sostenibile l’allevamento dei mitili e con il press tour organizzato alla Spezia nel Golfo dei Poeti.

«Questa prima tappa della nostra campagna parte con un’importante esperienza mirata a rendere il settore dell’acquacoltura sempre più sostenibile contribuendo all’implementazione delle numerose politiche europee di conservazione dell’ambiente marino come, ad esempio la Direttiva sulla Pianificazione dello Spazio Marittimo – ha dichiarato la portavoce di Goletta Verde Federica Barbera -.Il progetto Life Muscles ci offre, quindi, l’occasione di parlare di Blue economy sostenibile, ovvero di una crescita blu sempre più orientata alla tutela della biodiversità, per conciliare la conservazione della natura con lo sviluppo economico e ridurre l’impatto delle attività umane sul mare, anche tramite la lotta all’inquinamento».

Nel Golfo dei Poeti si concentra una delle azioni fondamentali della transizione ecologica per gli allevamenti delle cozze, o muscoli come li chiamano qui: la sostituzione delle tradizionali reti in polipropilene con nuove calze biodegradabili e compostabili con l’obiettivo di ridurre l’impatto sull’ecosistema marino in caso di dispersione di questi strumenti necessari per allevare i mitili.

Il comparto della mitilicoltura in Liguria contribuisce con circa 1.430 tonnellate, il 2,3% della produzione nazionale di mitili commerciali, che ammonta a circa 62.000 tonnellate in totale (dati Eurostat). Per produrre 10 kg di muscoli si utilizza mediamente 1 metro di rete tubolare, il che vuol dire che in un anno in questa regione si consumano più di 140 km di reti.

«Negli allevamenti del Golfo dei Poeti da alcuni mesi stiamo già testando più di 600 metri di calze biodegradabili e compostabili – dichiara Paolo Varrella, presidente della Cma, Cooperativa Mitilicoltori Associati della Spezia che è partner di progetto – che potranno arrivare fino a 20 Km all’anno, considerando che stiamo raddoppiando le nostre produzioni con nuovi allevamenti off-shore e che la sperimentazione sta riguardando solo uno dei 200 vivai (allevamenti di mitili) di quest’area produttiva. Oltre ad evitare nuove plastiche in mare, stiamo contribuendo alla sperimentazione di 3 prototipi di rete realizzati con altrettante formulazioni di biopolimeri e supportiamo l’innovazione dei materiali e dei prodotti. Durante la visita ai vivai abbiamo mostrato le operazioni che ci stanno impegnando dall’inizio del progetto nel 2021, dal prelievo delle calze tubolari appese tra i pali nel cosiddetto “pergolaro” da analizzare per valutarne le performances, al campionamento delle microplastiche in superficie e nella colonna d’acqua – continua Varrella – tutto ciò sempre in collaborazione con altri partner tecnici di progetto come l’Università di Siena, di Bologna e Novamont».

A queste azioni sperimentali e alla realizzazione di un impianto mobile di riciclo che potrà dare nuova vita fino a 300 kg di calze al giorno, sono dedicati il press tour mattutino in barca, con i giornalisti di testate nazionali, locali e di settore e il seminario pomeridiano come momento informativo per i mitilicoltori liguri che vorranno adottare le soluzioni proposte dal progetto e contribuire alla sostituzione delle calze in polipropilene con quelle biodegradabili e compostabili per rendere l’intera produzione regionale meno impattante sull’ecosistema marino.

Durante il ciclo di vita della cozza, dal seme fino al raggiungimento della taglia commerciale, le reti vengono sostituite due volte in un anno e, poiché l’operazione si compie in mare, una parte di queste può sfuggire al recupero o disperdersi accidentalmente, anche a causa di eventi atmosferici estremi che sono sempre più frequenti. Per far fronte a questo problema, grazie al progetto Life Muscles è stato realizzato l’impianto mobile di riciclaggio attualmente in funzione presso la seconda area pilota di progetto che si trova nel Nord del Gargano, a Cagnano Varano, in provincia di Foggia, ma poi sarà a disposizione dei mitilicoltori spezzini e degli allevamenti di tutta Italia che vorranno ridurre in modo sensibile l’immissione di nuovo polipropilene in mare.

Una volta nell’ambiente gli oggetti in plastica si frammentano generando microplastiche, che possono danneggiare l’ambiente e interagire con gli organismi.

I primi monitoraggi delle microplastiche superficiali e in colonna d’acqua condotti dall’Università degli Studi di Siena nel Golfo che ospita i vivai della Cma, ma anche in Puglia, servono a definire i valori di partenza di contaminazione. «Questo ci consentirà di valutare l’eventuale rilascio delle microplastiche da parte delle reti in biopolimero e in polipropilene riciclato in seguito alla messa in opera delle calze sperimentali −, dichiara Cristina Panti, ricercatrice dell’ateneo senese e continua −. Le particelle ritrovate, soprattutto in colonna d’acqua, sono per lo più microfibre sia di natura sintetica ma anche naturale (come cotone o cellulosa) e il fatto che il polimero predominante nei campioni non sia rappresentato dal polipropilene, conferma che le fonti di contaminazione da microplastiche nelle due aree non derivino esclusivamente dalla degradazione delle calze per le cozze attualmente in uso negli impianti e che le correnti abbiano un ruolo fondamentale nella dispersione di queste particelle. Tuttavia, comparando i dati relativi ai due impianti, si sono quantificate tra 14.000 e 44.000 microparticelle, numeri inferiori rispetto ad una stima media per il Mar Mediterraneo che ammonta a oltre 180.000 microplastiche per Km2».

Il progetto Life Muscles indaga anche il fenomeno dei microinquinanti nel cibo che mangiamo, per valutare l’impatto tossicologico dei polimeri sui mitili d’allevamento e su altri organismi marini e il possibile trasferimento nella catena trofica. «I risultati preliminari ottenuti da esperimenti di laboratorio, tuttavia, non restituiscono dati allarmanti sulla salute dei mitili stessi», conclude Panti dell’Università di Siena.

Il progetto Life Muscles completa le azioni tecniche principali con monitoraggi che coinvolgono turisti e scolaresche, sensibilizzazione delle comunità e attività volte ad accrescere la consapevolezza su questa particolare emergenza ambientale e per ribadire che una raccolta più efficace, il corretto riciclo e l’introduzione di materiali biodegradabili e compostabili, possono essere una soluzione e il traguardo a cui ambire per la protezione dell’ecosistema marino.

Federico Borromeo, direttore di Legambiente Liguria, evidenzia l’importanza della sostenibilità in ogni aspetto dell’economia e dell’attività umana: «L’uscita dalle fonti fossili e di conseguenza dalla plastica è un passaggio fondamentale per la transizione ecologica. L’importanza delle nuove tecnologie, della sperimentazione e degli investimenti ad essi collegati sono un elemento centrale delle politiche della nostra associazione ed un pilastro della campagna Goletta Verde 2024».

La tappa ligure di Goletta proseguirà fino al 1° luglio.

Tra gli altri eventi di punta, sabato 29 giugno sempre alla Spezia a bordo di Goletta Verde, alle 10,30 si terrà l’incontro “Nautica elettrica: una scelta ambientale e un’opportunità di lavoro. La visione delle 5 Terre e le ricadute sul territorio”. A seguire, alle ore 12,00 la premiazione delle Cinque vele assegnate ai comuni e alle 16,00 l’incontro su “Emergenza golfo. Criticità e soluzioni”.

Lunedì 1° luglio la conferenza stampa a Genova a Blue District in via del Molo per la presentazione dei dati sul monitoraggio delle acque liguri.

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here