Economia della Liguria, nel 2023 rallenta e il futuro è all’insegna della prudenza

Il mercato del lavoro è andato bene: l'occupazione sale del 2,7% con la componente femminile a +5%

Un’economia in crescita, ma rallentata quella della Liguria. È il riassunto in una frase del report della Banca d’Italia sull’economia regionale. Il dato stimato di Pil è in aumento dello 0,8%, non un grande risultato «ma siamo su una tendenza analoga al dato nazionale − spiega il direttore della sede genovese Raffaella Di Donato − in Liguria il comparto del terziario, che poi rappresenta l’aspetto più saliente dell’economia regionale, i flussi turistici, seppure in rallentamento, segnano comunque ancora un buon tasso di crescita, siamo intorno al 4%. Diversamente si registra un calo per quanto riguarda i traffici mercantili che patiscono una situazione internazionale non favorevole».

Resta buono anche il dato delle costruzioni, anche se un po’ in decelerazione, sia per quanto riguarda il fronte dell’edilizia privata sia delle opere pubbliche. Buono il dato dell’occupazione. Le ore lavorate delle Casse edili segnano un +7,7% che tuttavia è meno della metà dell’anno scorso».

Nell’industria c’è stata una sostanziale invarianza della produzione e anche il fatturato e le vendite hanno mostrato un calo leggero. «Però − sottolinea Di Donato − anche nel comparto dell’industria un dato positivo è quello degli investimenti che effettivamente sono aumentati soprattutto perché le imprese si sono attrezzate per l’acquisto di beni strumentali e questo è un buon dato».

Davide Revelli, della divisione analisi e ricerca economica territoriale della Banca d’Italia, evidenzia: «Il fatturato dell’industria è in lieve calo e le esportazioni restano stabili, dove spicca l’export delle imbarcazioni. Gli investimenti sono in aumento. Il 20% delle imprese ha fatto operazioni per migliorare l’efficientemento energetico».

Inoltre, grazie a un sondaggio su imprese che hanno più di 20 addetti, è emerso che la quota di imprese in utile è rimasta stabile (85%).

Il mercato del lavoro è andato bene: l’occupazione sale del 2,7% con la componente femminile a +5%, un dato migliore rispetto al Nord Ovest. Sono anche cresciute le assunzioni nette a tempo indeterminato. Il tasso di disoccupazione è diminuito ed è poco superiore al 6% inferiore a livello nazionale. Il tasso di attività è del 71%, inferiore a quello nazionale. Diminuito anche il ricorso alla Cassa integrazione.

Nel terziario il turismo risulta ancora in aumento (+4% le presenze grazie alla componente estera), ma sembra in via di stabilizzazione. A segnare una forte crescita sono le crociere (+55%). Invece le compravendite di abitazioni sono in diminuzione (-9,7%) in linea rispetto all’Italia.

Il rialzo dei tassi di interesse ha inciso sulla domanda di prestiti che si sono ridotti del 6%. «Le condizioni di offerta sono diventate meno favorevoli − puntualizza Revelli − parliamo anche di minore disponibilità delle banche a concedere prestiti. La politica restrittiva ha drenato liquidità dal sistema». Per quanto riguarda i mutui la domanda è calata del 2,3%. Dello stock il 70% è a tasso fisso. Si riduce così la vulnerabilità famiglie.

Sul reddito l’inflazione ha pesato, nonostante i rinnovi dei contratti collettivi nazionali si registra un calo dello 0,8%. I consumi hanno continuato ad aumentare pur meno rispetto allo scorso anno. La crescita è dell’1,3%, simile a quella italiana.

La qualità del credito dà lievi segnali peggioramento: emergono flussi di nuove posizioni deteriorate (+1,2%).

Sul risparmio finanziario sono diminuiti i depositi in famiglia (-5,7%), ma influito scelta su titoli a custodia +21,8% sia famiglie sia imprese.
Impattato effetto quantità e prezzo.

L’abbassamento dei tassi di interesse della Bce avrà un effetto benefico sull’economia. Al momento per quanto riguarda il mercato del credito, la situazione di inasprimento delle condizioni di offerta, non ha certamente favorito l’espansione della domanda: «Nel 2023 siamo su una flessione di circa il 3,8% per quanto riguarda i prestiti complessivi. L’attenuazione delle restrizioni monetarie potrà favorire un allentamento anche delle condizioni di offerta».

Il tratto distintivo del risparmio, caratteristica dei liguri, continua a essere presente. La situazione inflazionistica e di rialzo dei tassi di interesse ha ovviamente indotto la popolazione, le famiglie e i risparmiatori, a spostare le proprie scelte di investimento su lidi più remunerativi, quindi sostanzialmente i titoli di Stato e le obbligazioni.

L’altro tratto caratteristico della regione oltre quello all’offerta turistica, è quello dei traffici marittimi. Traffici marittimi in calo -4%, anche container -4,5%. Il calo dei traffici si è registrato soprattutto nella prima parte dell’anno. Il primo trimestre 2024 ha visto un lieve incremento per quanto riguarda i container.

Sulle prospettive 2024 secondo la direttrice è presto per affermare che ci possa essere un’effettiva inversione di tendenza. Le tensioni politiche continuano a creare incertezza. «Le imprese superstiti dalle crisi − dice Revelli − sono più forti di prima, è l’unico dato positivo e la situazione di salute finanziaria oggi è migliore rispetto a quella delle crisi precedenti».

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