Inchiesta Regione, Pd e M5S chiedono le dimissioni della giunta

Orlando: «Toti dovrebbe chiedersi se questa situazione è compatibile con le sfide che la Liguria ha di fronte»

Il deputato Pd ed ex ministro del Lavoro, Andrea Orlando, in una intervista al quotidiano Il Secolo XIX dichiara «Con una Liguria che ha la sanità al collasso e tanti investimenti in ballo possiamo permetterci un’amministrazione regionale incapace e impossibilitata a svolgere pienamente le sue funzioni? Toti vuole comprensibilmente dimostrare la sua innocenza ma dovrebbe chiedersi se questa situazione è compatibile con le sfide che la Liguria ha di fronte».

Per Orlando nel centrodestra «prevale la linea dell’arrocco. Il totismo è l’epicentro ma quanto accaduto riguarda tutto il centrodestra. D’altronde è Bucci a fare l’incredibile nomina di Signorini all’Iren, Rixi a presiedere quanto avviene nel porto, Meloni a benedire questa dinamica ogni volta che viene in Liguria. Da subito il Pd deve chiamare a raccolta tutte le forze, politiche e sociali, interessate a un impegno comune per avviare una rigenerazione politica e una riscossa civica. La degenerazione a cui abbiamo assistito ha portato a sdoganare in Liguria prassi mai considerate, legate persino alla mafia».

«Le forze politiche – aggiunge il ministro dem – ora devono battere un colpo, evitando forme di competizione interne al centrosinistra che rischiano di far passare in secondo piano la gravità del cratere che si è aperto nel centrodestra».

Orlando non avanza la sua candidatura alla presidenza della Regione anche se non la esclude. «Voglio stare in Liguria – dichiara al quotidiano – dare una mano e, a maggior ragione dopo quanto avvenuto, lo considero un obbligo morale. In quale forma lo decideremo insieme anche in questo caso in modo largo e partecipato. Aprire adesso una discussione sulle candidature rischia di far partire il ragionamento dalla fine. Certo, dobbiamo fare presto. Ma il quadro è nuovo, i connotati della coalizione adesso hanno anche un carattere civico e non possiamo fare i nomi prima di capire chi ci sta, condividendo davvero l’esigenza di una rottura. Prima individuiamo il perimetro di questa riscossa civica, poi parleremo dei nomi».

Anche il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia, questa mattina a Sky, ha chiesto le dimissioni della giunta ligure. «A Genova – ha detto – c’è una realtà gravissima che sta emergendo. Che coinvolge direttamente l’amministrazione regionale. C’è una inchiesta della magistratura che deve proseguire. In Puglia ricordo che non c’è una inchiesta nei confronti dell’amministrazione. La destra abbia lo stesso atteggiamento anche nei confronti dei propri amici e faccia dimettere l’amministrazione in Liguria».

Nel sito di M5S si legge: “Il gruppo regionale del MoVimento 5 Stelle ha già chiesto le dimissioni della Giunta regionale ligure. In tutti questi anni i consiglieri pentastellati – Fabio Tosi e Paolo Ugolini – hanno  più volte segnalato e denunciato, anche con esposti, diverse operazioni quantomeno discutibili. Si tratta di una mole enorme di attività e “sponsorizzazioni” sospette, nonché di utilizzo ‘allegro’ di fondi pubblici. Di fronte alla gravità delle accuse, anche i parlamentari delle commissioni giustizia di Camera e Senato del Movimento 5 stelle e i liguri Luca Pirondini e Roberto Traversi, nonché le europarlamentari Tiziana Beghin e Maria Angela Danzì, chiedono con forza che l’esecutivo faccia un passo di lato subito“.

La deputata di Italia Viva, Maria Elena Boschi, a margine degli Stati generali della Natalità all’Auditorium della Conciliazione di Roma, invita Toti a considerare l’opportunità politica delle sue decisioni, senza entrare nel merito della questione giudiziaria. «Noi – ha spiegato – siamo stati garantisti sempre, anche con i nostri avversari politici. Anzi, soprattutto con loro, altrimenti si è ipocriti, come altre forze politiche che si scoprono garantiste solo con vicende giudiziarie che colpiscono i propri compagni di partito. Poi «Delle dimissioni è chiaro che debba fare una valutazione Toti, c’è un piano giudiziario su cui noi non entriamo perché siamo soltanto all’inizio di una vicenda, poi c’è ovviamente un piano di opportunità politica».

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Alessandro Morelli nell’approfondimento Specchio dei Tempi di Rai News24 condotto da Roberto Vicaretti ha parlato di giustizia a orologeria. «Sulle dimissioni di Toti – ha precisato Morelli – vediamo cosa scaturisce dalle indagini. Stiamo leggendo intercettazioni, non si può dare un giudizio. Il tema della giustizia a orologeria è diventato una moda. Ciò che è oggettivo è che la richiesta d’arresto è avvenuta 4 mesi fa. Se è fondamentale l’arresto a quel punto deve essere fatto immediatamente».

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