Ca’ Zampa investe in Liguria, l’a.d. Salza: «Vogliamo più che raddoppiare i centri sul territorio entro fine anno»

Delle quasi 30 strutture presenti a livello nazionale, sono tre quelle in Liguria: Genova, Brugnato e, da pochi giorni, Chiavari

Ca’ Zampa investe in Liguria, l’a.d. Salza: «Vogliamo più che raddoppiare i centri sul territorio entro fine anno»

Secondo una ricerca dell’Ipsos, la Liguria è tra le regioni con il più alto rapporto di animali d’affezione pro-capite. Sei su sette liguri hanno un animale domestico, il 47% ha un gatto e il 40% un cane. Per il 34% è un membro della famiglia a tutti gli effetti, per il 31% addirittura considerato come un figlio. Tra coloro che non hanno un animale domestico una persona su due dichiara di volerne uno e il 26% pensa di accoglierlo entro i prossimi 12 mesi.
Inevitabile per Ca’ Zampa, Gruppo nato nel 2019 con l’obiettivo di progetto imprenditoriale italiano con l’obiettivo di sviluppare un polo nazionale di eccellenza nel settore della medicina veterinaria, investire in Liguria.

Giovanna Salza

Delle quasi 30 strutture presenti a livello nazionale, sono tre quelle in Liguria: Genova, Brugnato e, da pochi giorni, Chiavari, ma l’intenzione è di andare avanti, come afferma a Liguria Business Journal Giovanna Salza, fondatrice e amministratore delegato: «Al centro dell’offerta ci sono servizi per la cura e il benessere degli animali da compagnia. La nostra strategia di crescita prevede sia aprire cliniche sia acquisire strutture esistenti che hanno team di veterinari qualificati. Individuiamo cliniche con potenziale di crescita e la Liguria è per noi un territorio molto importante, anche alla luce della ricerca condotta da Ipsos. Abbiamo in Liguria al momento tre strutture e ci proponiamo di più che raddoppiare i centri Ca’ Zampa sul territorio da qui a fine anno. Guardiamo alle strutture più radicate, per renderle poli importanti di riferimento della veterinaria sul territorio». Non è un caso che il Roadshow nazionale di Ca’ Zampa, in cui vengono approfondite le dinamiche della Pet society con Ipsos, sia partito proprio dalla Liguria.

L’operazione di Chiavari è un esempio della filosofia del gruppo: «Abbiamo individuato la Clinica del Levante come centro veterinario di eccellenza − racconta Salza − con un’offerta che spazia dalla prevenzione alla medicina generale, che rappresenta il 70-80% delle esigenze di un proprietario, alla specialistica visto che la struttura può contare su ottimi ortopedici, oftalmologi, oncologi e anche veterinari esperti di animali non convenzionali. La Clinica però era inizialmente limitata da una superficie molto piccola, di circa 150 mq. Dopo l’acquisizione della Clinica, abbiamo sistemato una nuova struttura di 350 mq migliorando la qualità e l’organizzazione del lavoro. Abbiamo anche introdotto una Tac che aumenta la capacità di diagnostica della struttura e la pone come riferimento per tutto quello che è il Levante ligure

A Chiavari

Una squadra di oltre 30 tra veterinari e tecnici veterinari, si occupa di cani, gatti e dei cosiddetti animali esotici (ovvero piccoli mammiferi, uccelli, rettili ed anfibi) con un’offerta che spazia dalla prevenzione, alla medicina veterinaria specialistica. Dalla diagnostica per immagini avanzata, all’ortopedia, oncologia, nutrizione e oftalmologia, alla terapia del dolore sono molte i servizi veterinari disponibili a supporto anche della fitta rete di ambulatori veterinari locali.

La Liguria interessa a Ca’ Zampa non solo perché territorio amico degli animali, visto l’alto numero di proprietari: «In Liguria ci sono professionisti in gamba − sottolinea Salza − hanno ottime referenze sia i veterinari di medicina di base, sia di eccellenza specialistica. La regione la collochiamo tra quelle per noi di grande interesse, con una domanda di servizi in crescita, una presenza di ottimi professionisti e dove c’è spazio per il miglioramento della qualità delle strutture».

Dopo una rafforzamento della presenza nel Nord Italia, Ca’ Zampa si interesserà a tutta la Liguria: da Ponente a Levante. «Stiamo guardando tutte le aree per completare la nostra presenza anche nei territori dove non siamo presenti».
Il fatturato ligure si aggira al momento poco sotto i 2 milioni e le persone che lavorano nelle cliniche Ca’ Zampa sono una cinquantina.

L’economia dedicata agli animali domestici è destinata a crescere in Italia e per ora l’offerta di servizi è ancora molto polverizzata nella veterinaria con tante strutture piccole e piccolissime. «Ca’ Zampa ha proprio l’obiettivo di proporre un’offerta più organizzata sviluppando una rete di cliniche, ospedali, ambulatori in cui curare gli animali è la priorità, ma anche tenerli in salute nel tempo grazie al nostro grande impegno nel campo della prevenzione».

L’introduzione di protocolli e procedure e in generale di un Sistema di Gestione Qualità (Ca’ Zampa è certificata Iso 9001e buone pratiche veterinarie) ha permesso a Ca’ Zampa di allineare tutte le cliniche a standard internazionali.

Lo scorso dicembre Ca’ Zampa è diventata Società Benefit: «Abbiamo fatto una scelta forte e consapevole che indica il modo in cui vogliamo fare impresa − sottolinea Salza − la responsabilità e l’impegno nei confronti della comunità deve essere nel Dna di chi si occupa di sanità e salute, e questo anche per noi che ci occupiamo di animali domestici. Lavoriamo per far star bene le persone e per salvaguardare al meglio il rapporto tra famiglia e animale in famiglia. Proponiamo un approccio centrato sulla salute ma anche il benessere; ci impegniamo non solo nei confronti dei pazienti, ma anche dei loro proprietari. Sentiamo di avere una responsabilità anche nei confronti della comunità e l’investimento in formazione continua che facciamo serve a far crescere i nostri collaboratori ma anche a contribuire a una società più consapevole delle esigenze e dei bisogni dei pet. Abbiamo introdotto un sistema di welfare non solo per i dipendenti, ma per tutti i professionisti che lavorano con noi per contribuire attivamente al benessere di chi lavora in Ca’ Zampa. Abbiamo una grande attenzione per i territori e le comunità dove lavoriamo».

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