Movimprese: nel primo trimestre in Liguria saldo negativo di 146 imprese

Il saldo tra iscrizioni e cessazioni è negativo a Genova (-235 imprese) e Savona (-21), mentre è positivo a Imperia (+29) e alla Spezia (+81 imprese)

Movimprese: nel primo trimestre in Liguria saldo negativo di 146 imprese

Saldo negativo per le imprese liguri nel primo trimestre del 2024. Tra gennaio e marzo il bilancio tra aperture e chiusure di attività economiche si è attestato a -146 unità, un valore comunque inferiore rispetto allo stesso trimestre del 2023 in cui la variazione era stata negativa per 385 imprese.

Le imprese della Liguria al 31 marzo sono in totale 158.492: le nuove iscrizioni nel I trimestre 2024 sono state 2.801, in aumento dell’1,77% rispetto allo stesso periodo del 2023, ma anche le cancellazioni sono cresciute (+1,86%) arrivando a quota 2.947. È quanto emerge dall’analisi trimestrale dei dati Movimprese.

Il saldo delle imprese è negativo anche a livello nazionale: a gennaio e marzo il bilancio tra aperture e chiusure di attività economiche si è attestato a -10.951 unità, un valore più elevato rispetto allo stesso trimestre degli ultimi tre anni, ma ancora ben al di sotto della media dell’ultimo decennio (-14mila imprese).

Nel valutare i dati del primo trimestre dell’anno – spiega Unioncamere nel suo commento all’analisi – è importante considerare che, storicamente, questo periodo registra di frequente saldi negativi, principalmente a causa del concentrarsi alla fine dell’anno di un elevato numero di cessazioni di attività. Un fenomeno di natura tecnico-amministrativa che estende i propri effetti sugli archivi camerali anche nelle prime settimane del nuovo anno, influenzando il dato del primo trimestre.

Entrando maggiormente nel dettaglio delle province, il saldo tra nuove aperture e cessazioni è negativo a Genova (-235 imprese) e Savona (-21), mentre è positivo a Imperia (+29) e alla Spezia (+81 imprese).

Il calo delle imprese liguri riguarda tutti i settori, ma in particolare è l‘agricoltura a registrare la variazione maggiore (pari al -0,86%), seguita dal commercio (-0,77%).

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