Inflazione Usa, rincaro del petrolio e tensione in Medio Oriente mandano in rosso le Borse

La chiusura dei mercati finanziari, i titoli in evidenza, le valute, lo spread Btp/Bund, le quotazioni del petrolio e del gas

Inflazione Usa, rincaro del petrolio e tensione in Medio Oriente mandano in rosso le Borse

Hanno chiuso in rosso le principali Borse europee, con Milano in coda. A frenare i listini sono i dati Usa sulla manifattura,  che va meglio del previsto, e quello sull‘inflazione, tornata a salire. Dati che fanno perdere fiducia in un allentamento della stretta sui tassi a breve. Il fato che l’indice annuo dei prezzi in Germania sia calato a +2,2% a marzo, il livello più basso da maggio 2021, non è stato sufficiente a controbilanciare i dati Usa, anche perché è tornato a correre il prezzo del petrolio, che potrebbe alimentare un aumento generale dei prezzi, e la tensione in Medio Oriente dopo il raid israeliano contro gli edifici dell’ambasciata iraniana a Damasco. Genera ulteriore incertezza.Milano segna -1,22%, Madrid -0,89%, Francoforte -1,13%, Londra -0,22%, Parigi -0, 92%. Spread Btp/Bund sui 139 punti (variazione +0,08%, rendimento Btp 10 anni +3,78%, rendimento Bund 10 anni +2,39%).

A Piazza Affari sono saliti Eni (+2,61%) e Saipem (+1,86%) con il rialzo del petrolio, sono crollati Azimut (-4,69%), Cucinelli (-3,96%), Diasorin (-3,71%) e Interpump (-3,61%).

Il rapporto tra euro e dollaro scende a 1,0767. Dollaro/yen a 151,59, euro/yen a 163,22.

Gas naturale in ribasso a 26,2 euro (-4%) al megawattora ad Amsterdam, petrolio, ai massimi da ottobre con il Brent di giugno a 88,5 dollari al barile (+1,2%) e il Wti di maggio a 84,8 dollari (+1,3%). L’oro si conferma su livelli record attorno ai 2.259 dollari l’oncia, a conferma dell’insicurezza che si è diffusa sui mercati.

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