Gismondi 1754: valore della produzione 14,5 milioni, utile in calo

Ebitda consolidato pari a circa 1 milione di euro

Gismondi 1754: valore della produzione 14,5 milioni, utile in calo

Il cda di Gismondi 1754 ha approvato il progetto di bilancio di esercizio e consolidato al 31 dicembre 2023. Tra i principali risultati:

Al 31 dicembre 2023, Gismondi 1754 ha registrato un valore della produzione pari a euro 14.563.030, in flessione del 4% rispetto a euro 15.170.553 del 31 dicembre 2022. Il canale wholesale, derivante dalla cessione di prodotti finiti a concessionari operanti nella grande distribuzione, rappresenta il 54% del fatturato.

Nel 2023 il margine di contribuzione consolidato in termini percentuali si è ridotto del 39% a seguito dell’incremento dell’incidenza del costo del venduto (+5% circa) e a un incremento in valore assoluto dei costi per servizi per un importo pari a circa 1 milione, attribuibile principalmente all’incremento dei costi di pubblicità per euro 493.365.

L’ebitda margin consolidato è passato dal 20% del 2022 (euro 3.000.326) al 7% del 2023 (euro 970.493).

L’ebit consolidato è passato da euro 2.608.045 del 2022 a euro 538.050.

L’utile netto consolidato al 31 dicembre 2023 è positivo per euro 35.335, in calo rispetto a euro 1.628.430 del 2022.

La posizione finanziaria netta consolidata è negativa (debito) e ammonta ad euro 5.970.980 registrando un decremento rispetto alla posizione al 31 dicembre 2023, pari a euro 3.049.641: ciò è dovuto essenzialmente all’assorbimento di cassa generato dal consistente investimento per la crescita del magazzino e all’acquisizione del 51% della società Hyperion Lab srl.

Le rimanenze di magazzino nel 2023 hanno raggiunto euro 12.905.945, con un incremento pari a euro 1.339.542. Tale variazione è imputabile all’incremento di prodotto finito relativo alla realizzazione delle nuove collezioni e all’incremento dei canali di vendita.

Il patrimonio netto consolidato al 31 dicembre 2023 ha raggiunto euro 11.251.257.

Massimo Gismondi, ceo di Gismondi 1754, dichiara: “Nonostante il perdurare dello stato di incertezza socioeconomica – determinato dalle guerre e dalla crisi cinese e nonostante la fine dell’effetto revenge shopping che ha influito positivamente sui fatturati del 2021/2022- sono molto soddisfatto dei risultati raggiunti, in quanto l’azienda ha dimostrato prontezza e flessibilità nel fronteggiare lo scenario negativo che ha influenzato tutto il segmento del lusso. Sia pur con la giusta prudenza, sono fiducioso nel futuro perché la azioni intraprese per il totale controllo della supply chain, grazie all’acquisizione di Hyperionlab, ci permetteranno di espandere il nostro business con maggiori profitti”.

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