Aprica, al via la nuova campagna sulla corretta raccolta differenziata della plastica

In media, nei Comuni liguri gestiti da Aprica, le impurità oscillano intorno al 20% con picchi oltre al 50%

Non tutta la plastica va buttata nella plastica. Contrariamente a quel che si pensa, non tutti i rifiuti in plastica vanno conferiti nel sacchetto dedicato alla raccolta differenziata, alcuni vanno nei rifiuti indifferenziati, a volte ingombranti, a volte speciali.

Nella raccolta differenziata della plastica sono conferibili solo gli imballaggi, ossia quei manufatti concepiti per contenere, trasportare, proteggere merci in ogni fase del processo di distribuzione.

Negli ultimi anni, grazie soprattutto all’impegno dei cittadini, i numeri della raccolta differenziata della plastica sono in costante crescita. Ma si può ancora migliorare, soprattutto in termini di qualità. La plastica – proprio per l’eterogeneità delle “plastiche” – è la frazione dove si trovano più impurità, vale a dire materiali estranei agli imballaggi. In media, nei Comuni liguri gestiti da Aprica, le impurità oscillano intorno al 20%, ma ci sono territori dove si supera il 50%, a fronte di una soglia limite del 15% indicata dai nuovi “Criteri Ambientali Minimi” (Cam).

Per aiutare i cittadini ad orientarsi tra le diverse plastiche e differenziare in modo corretto, Aprica ha avviato una campagna d’informazione. Video, pagine social, tutorial per indicare cosa buttare nella plastica e cosa no. Ad esempio, è possibile riciclare nella raccolta della plastica: bottiglie di acqua o bibite, flaconi, vasetti dello yogurt, blister dei farmaci, sacchetti, confezioni, pluriball, polistirolo. Non vanno invece conferiti nella plastica: penne biro, utensili da cucina, tubi di gomma, guanti monouso, giocattoli, custodie di cd/dvd, ciabatte infradito; questi oggetti vanno conferiti al Centro di Raccolta o nell’indifferenziato.

Per non vanificare gli sforzi della raccolta differenziata e compromettere la qualità del materiale riciclabile, inoltre, è importante non buttare nella plastica i rifiuti biodegradabili compostabili (come i sacchetti in bioplastica, che vanno conferiti nell’organico) oppure i residui di organico, la carta, gli abiti e il tetrapak, che vanno smaltiti nelle raccolte dedicate.

Per fugare ogni dubbio, Aprica, società del Gruppo A2A, ha messo a disposizione dei cittadini il servizio “Dove lo butto”: dal sito o dall’App PuliAmo è possibile avere indicazioni precise su come differenziare ogni singolo oggetto.

A partire dal 1° maggio 2024, nei comuni del bacino del Tigullio serviti da Aprica, lattine, barattoli e altri imballaggi in metallo saranno raccolti insieme con la plastica.

Queste modifiche, già adottate in precedenza a Rapallo, Chiavari, Zoagli, saranno ora estese a Lavagna, Sestri Levante, Santa Margherita Ligure, Portofino, Casarza Ligure, Moneglia e Castiglione Chiavarese.

La raccolta del vetro diventa così monomateriale in tutti i Comuni serviti da Aprica in Liguria, mentre la combinazione di plastica e metalli permetterà di semplificare il processo di recupero dei rifiuti, migliorando l’efficienza complessiva nella separazione e nel trattamento degli scarti.

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