Iren, approvati i risultati: ebitda +14%, aumenta il dividendo

Il numero complessivo dei dipendenti Iren a fine 2023 è superiore alle 11 mila persone (+420 nel corso dell’anno)

Iren, approvati i risultati: ebitda +14%, aumenta il dividendo

Il cda di Iren ha approvato i risultati al 31 dicembre 2023: ebitda in forte crescita, pari a 1,2 miliardi di euro (+14%) e investimenti a quasi 1 miliardo di euro di cui l’80% sostenibili. Proposta di dividendo pari a 11,88 c€/azione con un incremento dell’8% rispetto all’anno precedente e pay-out 60%.

Principali indicatori

Margine operativo lordo (ebitda) pari a 1.197 milioni di euro (+13,5% rispetto a 1.055 milioni di euro al 31/12/2022). L’incremento dell’ebitda di 142 milioni di euro è principalmente determinato dal pieno recupero della business unit mercato, dalla generazione idroelettrica e dalla piena contribuzione delle società integrate (SEI Toscana e Acquaenna), nonostante uno scenario inflattivo consistente e un’elevata volatilità dello scenario energetico.

Utile netto di gruppo attribuibile agli azionisti pari a 255 milioni di euro (in crescita del 12,8% rispetto a 226 milioni di euro al 31/12/2022). Il risultato 2023 include 41 milioni di euro di accantonamenti a fondo rischi relativi al decreto legge Sostegni Ter. Si rammenta, inoltre, che il risultato 2022 includeva l’impatto negativo del contributo di solidarietà stimato pari a 27 milioni di euro.

Indebitamento finanziario netto pari a 3.932 milioni di euro (+18% rispetto a 3.347 milioni di euro al 31/12/2022). L’incremento del debito, per effetto degli investimenti del periodo, è avvenuto in maniera proporzionale alla crescita dell’ebitda, confermando il rapporto debito netto/ebitda a 3,3x.

Investimenti pari a 934 milioni di euro, di cui 867 milioni di euro di investimenti tecnici destinati all’efficientamento delle reti di distribuzione, allo sviluppo degli impianti di trattamento rifiuti e all’incremento della capacità di generazione rinnovabile e 67 milioni di euro di investimenti in M&A.

Dividendo pari a 11,88 c€/azione, in crescita dell’8% rispetto al dividendo 2022 e con un pay-out pari al 60%.

Positive le performance Esg con la raccolta differenziata in crescita, che supera il 71%, le perdite idriche in riduzione, pari al 30%, e la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in aumento del 35% rispetto al 2022.

Il numero complessivo dei dipendenti Iren a fine 2023 è superiore alle 11 mila persone (+420 nel corso dell’anno).

Luca Dal Fabbro, presidente del gruppo, ha dichiarato: «Approviamo oggi importanti risultati con l’ebitda in crescita del 14% e un aumento dell’utile netto del 13%: ciò evidenzia ancora una volta la validità del modello di business di Iren e la capacità di adattarsi rapidamente alle mutazioni dello scenario macroeconomico, climatico ed energetico, fornendo ai clienti e cittadini servizi di sempre maggior qualità. Tale attitudine rafforza il ruolo di Iren quale partner affidabile nella transizione energetica e nella creazione di valore per il territorio e per le comunità nonché per i propri azionisti: i risultati appena approvati ci consentono di proporre un dividendo in forte crescita dell’8% e pari a 11,88 c€/azione, con un pay-out del 60%. Nonostante gli importanti investimenti che ci hanno permesso di raggiungere il target di capacità rinnovabile pari a 800MW e l’avvio di nuovi impianti per l’economia circolare, siamo riusciti, grazie ai flussi di cassa generati e all’ottima gestione del capitale circolante netto, a contenere l’incremento dell’indebitamento mantenendo il rapporto Ifn/ebitda pari a 3,3x. Infine, comunichiamo con orgoglio di aver effettuato oltre 1.100 assunzioni nel corso dell’anno appena concluso».

«Chiudiamo il 2023 con diversi indicatori Esg in anticipo rispetto ai target fissati nel Piano Industriale – ha dichiarato il vicepresidente di Iren Moris Ferretti – mi riferisco ad esempio al superamento del 71% di raccolta differenziata nei territori storici, all’incremento del 15% dell’energia rinnovabile venduta ai clienti finali e alla riduzione delle perdite idriche pari a circa 30%. È stato un anno importante anche grazie al rafforzamento delle attività in Toscana, che proseguirà anche nel 2024 con il consolidamento delle attività di Sienambiente. Questi risultati sono il frutto del lavoro di oltre 11.000 persone, in aumento di 420 unità rispetto al 2022, che quotidianamente si dedicano allo sviluppo dei territori, supportandoli concretamente e dimostrando quanto Iren possa essere il partner di riferimento delle amministrazioni per i grandi progetti».

Paolo Signorini (nella foto), amministratore delegato e direttore generale del Gruppo, ha dichiarato: «Nell’anno appena concluso Iren ha centrato tutti i principali target del Piano industriale e del budget per il 2023 riferiti a investimenti, Ebitda, rapporto IFN/Ebitda e utile netto. Il Gruppo si conferma come uno dei principali player in termini di investimenti conseguendo nell’esercizio un incremento di 635 milioni del capitale investito netto, 10% rispetto al Cin 2022, fondamentale per garantire un adeguato e stabile Return On Investment».

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