De Rose: «L’educazione sessuale è imprescindibile perché possano diminuire i femminicidi»

«Basata sul rispetto e la condivisione delle scelte non più solo sull’anatomia e sulla fisiologia»

«L’educazione sessuale è imprescindibile e improcrastinabile, anche in Italia; un’educazione sessuale non più basata solo sull’anatomia e sulla fisiologia delle sessualità e della riproduzione ma sul rispetto e la condivisione delle scelte». Lo ha dichiarato a Evento Assosalute a Milano, il professore genovese Aldo Franco De Rose, specialista in Urologia e Andrologia, presidente dell’Associazione Andrologi Italiani -Assai. «Solo così, solo attraverso questa condivisione – ha precisato De Rose – possono diminuire anche i femminicidi. Non bastano le repressioni con leggi speciali, non bastano le scarpe esposte delle donne scomparse tragicamente. Serve un’educazione sessuale che inizi già dai primi anni di vita».

L’andrologo genovese ha messo a fuoco diversi temi di attualità che riguardano la sessualità maschile. Il Covid che ruolo ha giocato in questo ambito? Secondo De Rose, «I problemi del Covid-19 per la maggior parte della popolazione sono ormai un ricordo lontano e, a eccezione di coloro che hanno avuto problemi medici seri e hanno richiesto una riabilitazione respiratoria o motoria, per tutti gli altri è ripresa la vita di sempre. Sono aumentate le malattie sessualmente trasmesse e si utilizzano meno profilattici, come rilevato da un’indagine condotta da Durex. Sotto l’aspetto riproduttivo, i fattori maschili e femminili che ostacolano la gravidanza sono gli tessi di prima. Covid e vaccinazione, almeno per ora, non sembrano aver influenzato la sessualità maschile. Vedremo negli anni avvenire».

Un impatto importante sulla sessualità maschile, avverte De Rose, lo gioca l’inquinamento: «Se ne parla molto ma mai abbastanza, se sono ormai noti gli effetti dell’inquinamento sulla salute, lo sono meno quelli sulla salute sessuale, e sulla fertilità soprattutto. Sull’uomo, per esempio, “secondo una ricerca del prof. Carlo Foresta pubblicata su Human Reproduction, l’inquinamento contribuisce a una riduzione delle dimensioni del pene di 0,9 cm rispetto ai giovani di 15 anni fa, a una diminuzione del 23% del volume testicolare e una conseguente riduzione del numero degli spermatozoi».

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