Concorso Asl 4 revocato, le opposizioni in Consiglio regionale: “Asl 4 va commissariata”

Il concorso per dirigente amministrativo era stato revocato dal direttore generale Paolo Petralia dopo segnalazioni via pec sull'esito pilotato

Concorso Asl 4 revocato, le opposizioni in Consiglio regionale: “Asl 4 va commissariata”

La vicenda della revoca del concorso di Asl 4 per il ruolo di dirigente amministrativo arriva in Consiglio regionale. Quattro le interrogazioni presentate, una da Fabio Tosi (Mov5Stelle), una da Luca Garibaldi (Pd-Articolo Uno), una da Selena Candia (Lista Ferruccio Sansa presidente) e una da Gianni Pastorino (Linea Condivisa) a cui ha risposto l’assessore alla sanità Angelo Gratarola.

Insoddisfatto dalla risposta fornita in aula dall’assessore competente, ritenuta vaga e inconsistente, il capogruppo regionale del M5S Fabio Tosi: “L’annullamento del concorso di Asl 4 per il ruolo di dirigente amministrativo, solleva un dubbio e ci obbliga a porci una domanda. Il dubbio: l’annullamento purtroppo conferma i sospetti, al punto che siamo ormai quasi certi che in Asl 4 si sia consumata una gravissima irregolarità. La domanda: perché il direttore generale non si è rivolto alla Procura? Stiamo parlando di un illecito che andava certamente denunciato alle autorità preposte e non gestito “in autonomia”. Una vicenda grottesca, lesiva dei diritti di chi ha creduto nel sistema e partecipato onestamente al concorso, aggravata dal silenzio sia di Petralia, sia dell’assessore regionale Gratarola, che a ben vedere si è espresso solo oggi in virtù di quattro specifiche interrogazioni dell’opposizione consiliare. Cui ha risposto, peraltro, debolmente: dal titolare della Sanità regionale ci saremmo aspettati una presa di posizione decisa – come il commissariamento dell’Asl4 – e non annacquata da un politichese stantio”.

Critiche anche da parte del consigliere regionale della Lista Sansa, Selena Candia: “La Regione si lava le mani di fronte alla vicenda del concorso per dirigente amministrativo dell’Asl 4 revocato a seguito della segnalazione di un ‘corvo’ sull’esito pilotato. Siamo di fronte ad una vicenda grave, con un profilo che, se confermato, rappresenta un reato. È inaccettabile che in questo quadro la Regione non intenda fare alcuna verifica, delegando tutto all’autonomia dell’Asl 4. Ricordo che i candidati per questo concorso hanno aspettato le prove per oltre 7 mesi – sottolinea Candia -. Cosa è successo veramente? Quando verrà bandito un nuovo concorso per la stessa posizione lavorativa? A queste semplici, ma necessarie, domande la Regione oggi ha preferito non rispondere”.

“La situazione – ricostruisce il capogruppo del Partito Democratico Luca Garibaldi – è nata da una comunicazione avvenuta via pec che ha messo in discussione la serenità e l’integrità del concorso stesso, sollevando sospetti di esiti predeterminati: con queste premesse era imperativo agire con serietà e responsabilità. Delle due l’una: o la denuncia di esito sospetto è falsa, il concorso va avanti e si va in Procura per denunciare chi diffama; o la denuncia è fondata e allora si va in Procura perché c’è un’ipotesi di reato, e si annulla tutto. Invece il Direttore generale dell’Asl ha scelto di revocare il concorso per “mancanza di serenità”; serenità che magicamente si è ritrovata una settimana dopo, motivo per cui ha bandito il nuovo concorso, che si terrà tra quattro mesi, peraltro con una nuova commissione esaminatrice”.

“Sul concorso sospetto in Asl 4 – attacca Garibaldi – la Giunta se ne lava le mani, sostenendo che se il Direttore generale ha deciso di revocare il concorso, avrà le sue motivazioni ed è pienamente nella sua autonomia, e che il concorso sarà rifatto, con una nuova commissione esaminatrice. La risposta dell’assessore Gratarola è veramente pilatesca, e anziché rassicurare, genera ulteriori dubbi e perplessità”.

“È la fotografia di una ASL allo sbando, con una dirigenza in gigantesca confusione e un clima di sospetti che le ultime azioni rischiano di amplificare. La Asl 4 va commissariata. Invece la Giunta fa finta di nulla, mentre si mette a repentaglio la credibilità delle istituzioni, della ASL stessa, la serenità e la professionalità dei professionisti coinvolti, mentre invece dovrebbe essere garantita quella trasparenza, equità e serenità, che ad oggi non c’è”, conclude il capogruppo.

 

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