“Cantine Doc Liguria -Vigne, uomini e vini”

Pubblicato da da Multiverso, con testi di Virgilio Pronzati, responsabile editoriale e del coordinamento del progetto Petra Cucci, è uno strumento indispensabile per enotecari, ristoratori, enologi e sommelier

“Cantine Doc Liguria -Vigne, uomini e vini”

Centosettanta aziende produttrici di vino dalla Spezia a Ventimiglia schedate. Per la prima volta esiste un corpus completo della produzione enoica della Liguria. Grazie al volume CantineDOC Liguria, edizione realizzata da Multiverso, con testi di Virgilio Pronzati, responsabile editoriale e del coordinamento del progetto Petra Cucci. Piccoli produttori e cantine minori potrebbero ancora emergere perché il territorio ligure è articolato in tanti micro-ecosistemi, tanto nell’entroterra quanto sulla costa, ma il censimento effettuato da Multiverso ci offre una visione attendibile di una realtà vinicola in parte sconosciuta e cambiata negli ultimi decenni.

Di ogni azienda agricola viene riportata una scheda tecnica, alcune informazioni sono state fornite direttamente dalle aziende, altre sono state inserite dai ricercatori. A ogni produttore corrisponde un box dove in cui vengono segnalati tre indirizzi in cui acquistare, mangiare e dormire nei pressi della cantina. Tanto che se il volume da oggi è uno strumento indispensabile per enotecari, ristoratori, enologi, e sommelier è anche una guida utile per gli appassionati del buon vino, della buona tavola e dell’ospitalità. Uno degli obiettivi dei suoi curatori è proprio quello di incentivare l’enogastroturismo del territorio.

La Liguria vitivinicola che emerge dal volume può sorprendere per l’evoluzione che ha avuto negli ultimi decenni, un processo che Virginio Pronzati nella prefazione definisce con la formula “da Cenerentola a Principessa” e di cui non tutti hanno piena consapevolezza.

Negli anni Ottanta – scrive Pronzati – la qualità dei vini liguri era rappresentata da ben poche aziende. Tra i fattori che hanno contribuito a farla crescere, primo su tutti un evento: il BI.BE. (Biennale del Bere), una delle prime mostre enoiche sorte in Italia, che fu ospitata nell’allora Palazzo dello Sport della Fiera Internazionale di Genova. Un salone del vino che metteva a confronto etichette, vigneron e produttori di tutte le regioni, dedicato alla ristorazione e alle enoteche, ma aperto anche al pubblico. E poi la nascita di associazioni di promozione e cultura del vino come l’Onav e l’Ais, seguite nel tempo da Fisar e Fis, non ultime, le varie guide e pubblicazioni di settore. Segnali positivi anche in vigneto e in cantina dovuti a cambi generazionali, cospicui investimenti, figli di produttori diplomati e laureati in enologia e agraria. Dai cinquecentomila ettolitri di vino prodotti nel 1970 si è passati ai circa cinquantamila di questi ultimi anni. Un divario enorme, colmato però dalla qualità. Da alcuni decenni produttori delle varie province raccolgono allori nei più prestigiosi concorsi enologici nazionali ed esteri”.

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