Accordo sul telelavoro con il Principato di Monaco

Soddisfazione di Confindustria Imperia: "Traguardo importante di un lungo percorso, iniziato nel 2020"

Accordo sul telelavoro con il Principato di Monaco

Lo scorso 4 marzo è stato approvato dalla Camera dei deputati la ratifica dell’accordo tra Repubblica italiana e Principato di Monaco sul telelavoro.

«È un passaggio importante − commenta il senatore di Fratelli d’Italia Gianni Berrino, presidente della Sezione Italia-Principato di Monaco dell’Unione Interparlamentare Uip − perché facilita ed equipara il telelavoro degli italiani e dei monegaschi ponendo fine a un lungo periodo di incertezze sull’argomento a cui finora erano state trovate soltanto soluzioni provvisorie con continue proroghe. Finalmente lavoratori e aziende avranno certezze e prospettive future. Il Senato aveva già provveduto in precedenza alla ratifica. Tutto ciò è stato reso possibile dall’impegno trasversale della politica, di Confindustria Imperia e dell’associazione dei frontalieri».

«Confindustria Imperia è molto soddisfatta di questo importante traguardo raggiunto, fondamentale per i tanti lavoratori transfrontalieri e per le aziende monegasche che applicano il telelavoro – afferma il direttore Paolo Della Pietra -. È stato un percorso lungo, iniziato nel 2020, nel quale la nostra associazione ha lavorato in prima linea, su richiesta diretta del Principato di Monaco. Un iter che ha coinvolto anche il past president nazionale di Confindustria Vincenzo Boccia, impegnato in prima persona per raggiungere questo obiettivo. Ringraziamo il Governo monegasco e quello italiano per la proficua collaborazione, che rafforza il legame tra il Ponente ligure e il Principato di Monaco».

L’Emendamento n. 1 alla Convenzione consente ai lavoratori da remoto residenti in Italia di essere soggetti alla legislazione sociale monegasca, durante tutto il periodo della loro attività per conto di un’impresa presente sul territorio del Principato e viceversa.

Da parte italiana, l’approvazione della modifica appare importante perché, in caso contrario, le aziende monegasche avrebbero un aggravio amministrativo per la gestione dei contributi previdenziali, che potrebbe indurle a scoraggiare il ricorso al telelavoro o l’impiego di personale italiano.

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