Acciaio, a Genova nel 2023 crollo dell’export (-35,3%)

Dai 464 milioni del 2022 a 300 milioni. Flessione in Italia -16,9%, volumi stabili

Acciaio, a Genova nel 2023 crollo dell’export (-35,3%)

A Genova export di acciaio nel 2023 in forte flessione: il valore dei prodotti siderurgici è calato del 35,3% passando dai 464 milioni di euro del 2022 ai 300 milioni dello scorso anno.

L’export italiano è in calo su tutto il territorio (-16,9%, da 28 miliardi del 2022 a 23,2 miliardi di euro del 2023), ma la contrazione nel capoluogo ligure è stata decisamente più marcata rispetto a quella registrata negli altri poli produttivi: risultato peggiore solo a Terni (-39,2%).

È quanto emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi siderweb su dati Istat.

Tuttavia i volumi dei prodotti della siderurgia, tubi e altri prodotti della prima trasformazione esportati dall’Italia sono rimasti sostanzialmente stabili a 16,2 milioni di tonnellate, dopo il calo tendenziale del 6% registrato nel 2022.

La variazione negativa, secondo il report, è dunque dovuta in toto alla diminuzione dei prezzi.

Dopo due anni consecutivi di crescita seguiti al crollo del 2020 (-20% nel 2020, +51,7% nel 2021 e +23,8% nel 2022), le esportazioni in valore di acciaio sono dunque tornate a scendere. Un calo che è stato leggermente più marcato se si guarda solo ai primi 20 poli siderurgici italiani: l’export è diminuito del 17,6%, fermandosi a 19,4 miliardi di euro.

La top 3 è rimasta invariata: al primo posto c’è ancora la provincia di Brescia, seguita da Udine e Mantova.

Variazioni negative significativamente più alte della media sono state registrate dai poli di Terni (-39,2%), Genova (-35,3%), Aosta (-29,3%) e Brescia (-26,1%). L’unico polo con il segno più è quello di Bergamo (+16,2%), incentrato sulla produzione di tubi senza saldatura.

Export di prodotti siderurgici per provincia

Fonte: elaborazione siderweb su dati Istat, banca dati Coeweb. *Nel 2008 le esportazioni erano incluse in quelle di Milano

«Questi dati confermano il consolidamento della geografia dei poli produttivi dell’acciaio italiani che si è venuta a creare dopo la grande crisi del 2008 – commenta Gianfranco Tosini dell’Ufficio Studi siderweb -. Tale processo traspare, oltre che dall’andamento della produzione, anche da quello delle esportazioni, che hanno registrato una riduzione molto più marcata nelle province dove sono o, meglio, erano presenti le aziende siderurgiche di maggiori dimensioni. Infatti, nel 2023 rispetto al 2008, le esportazioni di prodotti siderurgici della provincia di Taranto (dove si trova Acciaierie d’Italia) sono diminuite dell’81,3%, relegandola all’ultimo posto nella classifica dei primi 20 poli siderurgici italiani. Le esportazioni della provincia di Torino (dove c’era lo stabilimento Thyssenkrupp, ora chiuso) sono diminuite del 39,1%, provocando la perdita di otto posizioni nella classifica dei primi 20 poli siderurgici italiani. Le esportazioni della provincia di Livorno (dove opera JSW Steel Italy) si sono ridotte del 60,6%, causando l’esclusione dai primi venti poli siderurgici italiani».

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