Mar Rosso, la tensione fa impennare i noli. Srm: in un anno +85% sulla rotta Shanghai-Genova

Il ministro degli Esteri Tajani, oggi alla Spezia, ha annunciato che «L'operazione in Mar Rosso sta partendo e l'Italia ne avrà il comando operativo»

I noli per la rotta Shanghai-Genova sono saliti dell’85% rispetto a un anno fa a causa delle tensioni nel Mar Rosso. Lo rileva Port Infographics, uno studio di Srm (Centro studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo e sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo) realizzato in collaborazione con Assoporti dedicato proprio alla questione.

Il collo di bottiglia egiziano vede la presenza di un evento bellico con assalti alle navi nel Mar Rosso che cambiano rotta e costringono le supply chain ad andare in pressione allungando i tempi di consegna delle merci e facendo innalzare il costo dei noli e delle assicurazioni.

L’aumento in una settimana, dal 4 gennaio all’11 gennaio, è stato del 25%: si è passati da 4.178 dollari per (Feu fourty-foot equivalent unit) a 5.213 dollari per Feu.

Sempre più portacointainer scelgono di non passare da Suez, ma di doppiare il Capo di Buona Speranza e i giorni di ritardo hanno effetti sui porti italiani interessati dalle rotte via Suez e nel breve termine le navi potrebbero scegliere di sbarcare in Nord Europa senza passare dal Mediterraneo.

Qualche numero: nel periodo 1 gennaio 2023-14 dicembre 2023, erano 71 le navi in trnasito in media attraverso Suez. Sono scese a 58 nel periodo 15 dicembre 2023-11 gennaio 2024.

Nei primi 11 giorni dell’anno il transito delle portacontainer da Suez è calato del 55%.

Il Canale rappresenta il 12% del commercio mondiale e il 30% dei flussi di commercio dei container, il 40% dell’import-export marittimo italiano.

Scegliere la deviazione sul Capo di Buona Speranza provoca un rallentamento della catena di approvvigionamento, maggiori ritardi nelle consegne e un aumento del costo del bunker. Una portacontainer impiega otto giorni in più da Shanghai a Rotterdam. Una Tanker addirittura 21 per un viaggio Middle East Gulf-Europe.

Tuttavia, per ora, questo shock non ha comunque frenato il trend di crescita del marittimo. Questo tipo di trasporto merci per l’italia pesa per il 37% (+8% sul 2003) sul totale del valore movimentato nel 2023 in una torta che comprende trasporto stradale (che vale il 49%, ma è in calo del 9% rispetto al 2003), aereo (12%) e ferrovia (2%).

I dati del 2023

Le merci movimentate nei porti di Genova e Savona-Vado da gennaio a settembre 2023 sono calate rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: -4,6% le rinfuse liquide, -13% le rinfuse solide, -5,6% i container, -16,6% le altre merci. Si salvano solo le ro-ro (+0,7%). Nei porti della Spezia e Carrara si è registrato un +45,7% di rinfuse liquide, -28,4% di rinfuse solide, -10,8% di container, -4,3% di ro-ro e -18,6% di altre merci.

Diverso il discorso del traffico passeggeri: +24,4% per l’Adsp del Mar Ligure Occidentale, +38% per l’Adsp del Mar Ligure Orientale.

«Da tempo Assoporti − commenta Rodolfo Giampieri, presidente di Assoporti − sta lanciando messaggi e portando avanti idee rivolte a far comprendere in modo forte quanto i nostri scali abbiano non solo un’importanza commerciale, turistica e occupazionale ma anche quanto essi possano dare al nostro Paese in termini di competitività nel Mediterraneo. Pandemia, guerra nel Mar Nero, Ever Given, transizione energetica e ora crisi nello Stretto di Bab El Mandeb; tutte prove dure per i nostri scali che però mi sento di poter dire hanno risposto in modo eccellente, mantenendo i livelli di traffico e di efficienza tali da non far sentire agli italiani disagi eccessivi. L’incertezza economica però permane, prevalentemente legata alla durata delle guerre. L’invito forte va alle diplomazie per riuscire a trovare una soluzione e tornare il prima possibile alla normalità».

Intanto proprio oggi il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando a bordo della nave Vulcano oggi alla Spezia, ha annunciato che «L’operazione in Mar Rosso sta partendo e l’Italia ne avrà il comando operativo. L’abbiamo fortemente voluta trovando l’immediata adesione di Francia e Germania. Dopo il perfezionamento dell’accordo politico tra ministri degli esteri c’è stato quello operativo tra ministri della difesa. Sarà presente il cacciatorpediniere Caio Duilio che si aggiungerà alle altre fregate già impegnate nelle missione anti pirateria Atalanta». Lo ha riportato l’Ansa.
«Il comando in mare sarà appannaggio di un ammiraglio italiano. Avrà il compito di tutelare la sicurezza delle nostre navi, in caso di attacchi di droni o missili, da Hormuz fino a Suez. Ci staranno anche aerei francesi e tedeschi e si potrebbero aggiungere altre marine europee».

 

 

 

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