Crisi agricoltura, Cia: nel savonese ridotti della metà gli allevamenti

L’incontro con gli allevatori a Sassello per discutere le difficoltà e le preoccupazioni di aziende e produttori

Crisi agricoltura, Cia: nel savonese ridotti della metà gli allevamenti

“Sono tempi difficili per l’agricoltura, dall’Europa fino all’entroterra della nostra regione e del territorio savonese”. Queste le parole pronunciate dai vertici regionali e provinciali di Cia – Confederazione italiana agricoltori nel corso di un incontro che si è svolto in Comune a Sassello e che ha visto presenti gli allevatori e le aziende zootecniche della nostra provincia.

“Le aziende agricole sentono di non avere un futuro certo, i problemi vengono da lontano e ora si sono stratificati l’uno sull’altro senza trovare soluzioni”.

“In tutto il continente si stanno sviluppando proteste spontanee di migliaia di coltivatori, proteste che a volte non condividiamo nei metodi ma che comprendiamo e sosteniamo nei contenuti che sono gli stessi che abbiamo sempre rivendicato nelle nostre proposte e nei nostri programmi” sottolineano il presidente regionale Stefano Roggerone e il presidente provinciale Sandro Gagliolo, confermando l’azione dell’associazione agricola sui territori a sostegno delle rivendicazioni delle filiere agricole.

Il momento di confronto organizzato da Cia, che ha visto la presenza anche del sindaco di Sassello, ha evidenziato tutta la preoccupazione degli agricoltori e le incertezze sul loro futuro, aspetto che sta mettendo in crisi i giovani e quindi il complessivo ricambio generazionale del comparto.

Tante le criticità emerse nell’incontro: il crollo dei redditi agricoli con costi di produzione fuori controllo; filiere di commercializzazione che pagano pochi spiccioli i prodotti agricoli e portano le medesime produzioni con prezzi moltiplicati sulle tavole dei consumatori; crisi climatica, siccità ed eventi calamitosi che sempre di più incidono sulle coltivazioni; gestione dei selvatici (cinghiali e lupi su tutti) lasciata solo sulle spalle di imprese e produttori locali; carico della burocrazia ormai insostenibile per un settore con margini economici all’osso; Programma di sviluppo rurale con tempi e norme slegate dalla realtà e incompatibili per una impresa economica; mancata difesa dell’agricoltura che “in alcuni momenti sembra moneta di scambio per altre politiche economiche”.

La situazione di crisi, ad esempio, si manifesta nello stesso settore zootecnico con la chiusura degli allevamenti, che si sono ridotti della metà negli ultimi dieci anni in provincia di Savona. E poi l’aumento dei terreni incolti che sta cambiando il paesaggio e il territorio della nostra regione, che avrà ricadute negative anche per il turismo, quando invece sarebbe necessario incentivare il recupero e la valorizzazione delle aree interne e rurali.

“Per risolvere queste emergenze servirà tempo e l’impegno di molti soggetti (Ministeri, Regione, Asl ecc.) che debbono però maturare la consapevolezza di sostenere un settore strategico per il nostro paese sia dal punto di vista economico che ambientale” aggiungono i vertici Cia.

Al termine dell’incontro Cia ha annunciato una serie di iniziative sui temi prioritari per il mondo agricolo: chiedere all’Asl un tavolo di confronto per snellire e rendere più efficace la collaborazione tra aziende agricole e sistema veterinario; chiedere alla Regione Liguria norme e deroghe che consentano agli allevatori miglioramenti per la macellazione e la vendita dei loro prodotti; sul Psr ottenere procedure più snelle e rapide, oltre a tempi certi di finanziamento, soprattutto per i giovani agricoltori; risarcimenti equi per i danni dei selvatici e le predazioni dei lupi che devono giungere dalla fiscalità generale e non dagli scarsi fondi del settore venatorio, in modo che garantiscano il pagamento dei danni effettivamente subiti; serve un percorso concreto di salvaguardia del territorio dall’abbandono e dal degrado, restituendo dignità agli agricoltori veri protagonisti della sostenibilità ambientale.

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