Liceo del Made in Italy, Pd Genova: “Propaganda e niente merito”

Solo due istituti liguri hanno aderito all'invito del ministro Valditara ad attivare il nuovo indirizzo formativo

Liceo del Made in Italy, Pd Genova: “Propaganda e niente merito”

Sulla questione dei nuovi licei del Made in Italy − che dovrebbero essere attivati a partire dal prossimo anno formativo − interviene il Pd, ricostruendo le ultime tappe in Liguria.

Nei giorni scorsi l’Ufficio scolastico regionale ha inviato una lettera di sollecito ai licei liguri che ospitano il percorso economico-sociale (Les) – invitati il mese scorso dal ministro Valditara a operarsi per l’attivazione a partire dal prossimo anno del cosiddetto “Liceo del Made in Italy” – in risposta ai molti “no” ricevuti.

Solo due istituti liguri, infatti, uno a Genova e uno a Savona, hanno aderito all’invito del ministro, mentre i collegi dei docenti degli altri licei hanno deciso di non attivare il nuovo indirizzo, giustamente preoccupati della fumosità dei programmi – elaborati solo per il biennio – per la mancanza di chiarezza e per l’incertezza del percorso.

«Ci troviamo di fronte all’ennesima conferma di come al ministro del ‘merito’ interessino le scuole solo per affermare le scelte ideologiche e identitarie di questo Governo, solo per fare propaganda», dichiara Daniela Fara, responsabile Scuola del Pd di Genova.

«Valditara nei giorni scorsi, per il tramite dell’Ufficio scolastico regionale, ha invitato le scuole interessate a valutare nuovamente l’attivazione del ‘liceo del Made in Italy’ e, nella sostanza, a rivedere la loro decisione. Questa iniziativa − dice Fara − è stata assunta di fronte al totale silenzio della Regione, cui competono le decisioni in materia di offerta formativa, e nonostante l’autonomia riconosciuta dalla legge alle istituzioni scolastiche».

«Questa lettera è un atto di ingerenza pericoloso e inaccettabile, un esplicito tentativo di condizionare le libere decisioni delle scuole. Nessun rispetto per la legge, per le istituzioni, per i docenti, gli studenti e le famiglie. Solo propaganda», conclude Fara.

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