Ex Ilva, il Governo cerca un accordo di “divorzio consensuale” con Mittal

La trattativa dovrebbe concludersi rapidamente: i sindacati sono convocati nuovamente giovedì 18 gennaio per conoscerne l'esito

Ex Ilva, il Governo cerca un accordo di “divorzio consensuale” con Mittal

Nuovo tavolo giovedì prossimo, 18 gennaio, tra il Governo e le organizzazioni sindacali sull’ex Ilva per illustrare la nuova rotta di Acciaierie d’Italia dopo lo strappo con il socio di maggioranza ArcelorMittal.

Una delegazione governativa ieri ha ricevuto i sindacati nella sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei ministri per informarli sull’esito della trattativa di lunedì scorso, 8 gennaio. “La delegazione ha riferito che si sta lavorando in modo serrato per definire il confronto con ArcelorMittal e procedere alacremente per individuare il percorso sul futuro dello stabilimento all’interno di un quadro chiaro e definito che ha come primo obiettivo la continuità produttiva dell’azienda”, si legge in una nota di Palazzo Chigi.

Secondo quanto riportano alcune fonti sindacali riprese da Ansa, durante il tavolo di ieri il governo avrebbe chiarito che sta lavorando a un accordo di “divorzio consensuale” con ArcelorMittal, evitando di andare verso il contenzioso legale. La trattativa dovrebbe concludersi entro mercoledì prossimo e i sindacati sono convocati a stretto giro, appunto giovedì 18, per essere messi al corrente dell’esito nel dettaglio.

Il Governo ha, inoltre, sottolineato che “il metodo che si vuole continuare a portare avanti è quello di un ascolto reale e che saranno ricevute tutte le parti sociali e produttive. È stata infine data massima disponibilità, una volta chiuso il confronto con ArcelorMittal, a far partire presso il ministero del Lavoro un tavolo per approfondire tutti gli aspetti legati all’occupazione e alla sicurezza sul lavoro”.

Intanto il deputato ligure del Pd Luca Pastorino attacca: “In Senato nell’informativa dedicata ad Acciaierie d’Italia il ministro delle Imprese Adolfo Urso non ha nemmeno citato Genova, senza peraltro dare date o elementi concreti per trovare una soluzione su ex-Ilva. L’auspicato piano B che era necessario in tempi brevissimi e che doveva contenere la garanzia di un intervento certo dello Stato per delineare presto la strategia futura, anche attraverso i capitali di un nuovo soggetto estraneo, è invece lontano e anzi pare non esistere o non avere un percorso certo e definito”.

 

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