Report Unione industriali Savona 2023: trainano porti e logistica, cresce l’occupazione

Tra le criticità: gap infrastrutturale, incertezze di Piaggio Aerospace, Funivie, Sanac, aumento tassi d’interesse, difficoltà nel reperimento di personale, e andamento turistico

Report Unione industriali Savona 2023: trainano porti e logistica, cresce l’occupazione

Anche per gli industriali della Provincia di Savona è tempo di bilanci. Il 2023 ha rappresentato un anno di crescita sotto diversi punti di vista, come per il rinnovo dell’accordo di programma che riguarda l’Area di crisi industriale complessa di Savona o per la vivacità degli scali portuali di Savona-Vado, campioni nel traffico containerizzato.

Dall’altra parte, luci e ombre dell’andamento turistico, aumento dei tassi d’interesse, bassa natalità, difficoltà nel reperimento del personale e incertezze di Piaggio Aerospace, Funivie Spa e Sanac, impongono una riflessione sulle prospettive dell’economia non solo savonese, ma nazionale. Forti degli investimenti da parte dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, a cui si sommano i maxi-fondi nazionali (Invitalia) e regionali nell’Area di crisi industriale complessa, sono i porti a rappresentare il principale catalizzatore della ripresa. Un indotto, quello generato dalla logistica marittima, che può trainare tutti i settori economici.

«Il 2023 ha visto sbloccarsi ingenti risorse – commenta Angelo Berlangieri, presidente dell’Unione Industriali della Provincia di Savona -. Sono stati infatti 90 i milioni di euro di investimenti programmati dalle imprese dell’Area di crisi savonese, con una previsione di 140 unità lavorative per anno (ula). Inoltre, la dotazione pubblica impegnata supera i 114 milioni di euro. I programmi di investimento presentati a valere sulle risorse nazionali raggiungono pertanto i 192 milioni con una ricaduta occupazionale di 561 ula. A questo scenario di sviluppo a lungo termine, si sono aggiunti la ripresa dei lavori per completare il primo lotto dell’Aurelia Bis tra Albisola Superiore e Savona e la riapertura del cantiere lungo la strada di scorrimento veloce tra Savona e Vado Ligure».

Nel quadro provinciale spicca anche la mission formativa, obiettivo pienamente raggiunto dall’Unione Industriali di Savona con la sedicesima edizione del progetto Fabbriche Aperte: “Mille studenti, 49 scuole di 17 Istituti comprensivi in visita a 24 aziende savonesi. Una grande soddisfazione poter raccontare in modo interessante il mondo del lavoro ai giovani”, conclude Berlangieri.

La progettazione infrastrutturale potrà avvalersi anche di 35milioni di euro come risarcimento da parte di Aspi per i danni e i disagi subiti dal crollo del Ponte Morandi. Del totale, 20 milioni sono destinati alla variante dello svincolo cosiddetto di Miramare dell’Aurelia Bis e i restanti 15 milioni alla nuova strada che costeggia il torrente Segno a Vado Ligure.

Non solo risorse, però, perché resta in bilico il futuro di alcune aziende del territorio. Spiega Berlangieri: “È urgente ottenere risposte dal Governo per affrontare le criticità nelle realtà di Piaggio Aerospace, Funivie Spa e Sanac. Ministero e Regione devono continuare a collaborare strettamente per creare una rete che assicuri occupazione e sviluppo sostenibile senza lasciare indietro nessuno”.

Occupazione

È Alessandro Berta, direttore dell’Unione Industriali di Savona, a commentare i dati su occupazione e disoccupazione nel Savonese: “Come sottolineato dai dati Istat, il 2022 dal punto di vista occupazionale segna una performance marcatamente positiva, con il miglior dato occupazionale dell’ultimo decennio, ovvero un picco del 66,1% che sfiora la media del nordovest. Stando al primo trimestre 2023, anche le proiezioni sono incoraggianti: rileveremo a fine anno un ulteriore aumento rispetto ai già ottimi dati del 2022. Inoltre, il lavoro aumenta anche a fronte di una minore percentuale di persone in età da lavoro per via del rapporto a perdere tra occupati e pensionati. Bene anche l’inversione di rotta sulla disoccupazione, il cui tasso nel 2022 ha toccato i minimi storici del decennio posizionandosi al 5,1% mentre nel 2012, periodo della chiusura di importanti plessi industriali, era oltre il 7%”.

Preoccupa però il gap di genere che vede la disoccupazione femminile (7,1%) al doppio di quella maschile (3,7%). “A fronte di una bassa natalità provinciale – prosegue Berta – solo il miglioramento dell’occupazione femminile sarà in grado di dare continuità lavorativa alle imprese i cui margini di crescita sono ampi”. I dati Istat evidenziano anche che tra 2020 e 2022 c’è stato un rilevante aumento degli occupati dipendenti (oltre il 70%) a scapito degli indipendenti.

Porti e logistica

Se il 2022 è stato l’anno dei record tra i porti di Savona e Vado Ligure, il 2023 conferma la piena salute dell’economia portuale locale. Gli scali savonesi sono secondi solo al sistema Trieste-Monfalcone, reggendo il fisiologico rallentamento dell’economia globale nel 2023. È poi del savonese Vado Gateway il record del traffico containerizzato, che ha invertito la tendenza nazionale crescendo rispetto al 2022 sia come tonnellaggio +5,4%, che in termini Teus +39%. “Di fatto la contrazione del traffico commerciale tra gennaio e ottobre 2023 è stata, nel nostro territorio, di 3 punti percentuali, addirittura meno di Venezia (-4,7%) e Napoli-Salerno (-3,6%)”, puntualizza  Berta. Per quanto riguarda i passeggeri, nel 2023 è stato recuperato il gap con il periodo pre-pandemico e quindi si è tornati a oltre 1 milione di pax (persone) complessivi sempre tra gennaio e ottobre 2023.

Turismo

Anche i dati del turismo sorridono alla Provincia di Savona se messi a sistema con i numeri dell’anno precedente. Il dato più incoraggiante è quello del valore aggiunto prodotto: 1 miliardo e 348 milioni di valore prodotto, di cui 448 milioni di euro nelle strutture ricettive censite e 900 milioni nelle altre. Quella savonese è la prima provincia ligure in termini di presenze e valore aggiunto prodotto nel turismo. Vale, in dati percentuali, il 34% del totale in Liguria. Sebbene le presenze sul territorio siano complessivamente in leggera crescita (+0,07%), si è registrato un calo significativo delle stesse nel periodo estivo (picco negativo a giugno, con -8,3%). Un dato da tenere in considerazione per la programmazione del 2024: cala l’attrattività delle strutture ricettive tradizionali rispetto al resto della Liguria e il mercato turistico provinciale è ancora prettamente interno o di prossimità. La presenza limitata di stranieri implica minore competitività sul mercato turistico non solo nazionale, ma anche regionale, dove invece l’internazionalità ha fatto la differenza. Di conseguenza la tendenza ampiamente positiva del 2022 subisce una battuta di arresto nel suo storico periodo di crescita, l’estate.

Questa l’analisi puntuale di Berlangieri: “Il valore della redditività dell’industria alberghiera è in calo. Le aziende del mondo alberghiero purtroppo hanno meno spazio di manovra; pertanto, per essere competitivi stanno abbassando i prezzi di vendita. Nel 2024 avremo bisogno di poter contare sulla regolarizzazione delle abitazioni a uso turistico, perché rappresentano una fetta importante del mercato e dobbiamo tenerne conto. Oltre ad arrivi e presenze bisognerebbe aggiungere la capacità di produrre il valore aggiunto, che è positivo solo se aggregato ad altri settori molto forti come industria e logistica. In sintesi, per parlare di turismo come settore trainante, dobbiamo poter contare su maggiori tutele e investimenti”.

Obiettivi 2024

Il tema cruciale per il 2024 è chiaro: colmare il gap infrastrutturale. “Si parte dal nuovo piano regolatore portuale – dice Angelo Berlangieri -, che permetterà al sistema logistico savonese di aumentare la sua leadership nel nordovest entrando veramente in competizione con il nordest. Si prosegue poi con la richiesta di maggiore celerità nel completamento del primo lotto dell’Aurelia Bis, che dovrà tenere conto della variante di Miramare e del ribaltamento del casello di Albisola Superiore. Altrettanto importante la bretella della Carcare-Predosa per alleggerire il traffico pesante, e il nuovo casello di Bossarino sulla A10 di cui si attende la procedura di Via nazionale”.

Nel taccuino degli industriali, particolare attenzione anche alla ripresa delle aziende a rischio Piaggio Aerospace, Sanac e Funivie spa. Quest’ultimo scenario interessa da vicino la politica industriale della Valbormida, area di congiunzione tra i porti e il nordovest, a cui si aggiunge la messa in sicurezza della zona industriale di Isola Grande ad Altare.

Gli industriali sottolineano anche le problematiche che l’industria savonese dovrà affrontare nei prossimi mesi. “Tra le principali preoccupazioni – spiegano – si evidenziano gli alti tassi di interesse per l’accesso al credito da parte di piccole e microimprese. L’aumento dei costi del finanziamento potrebbe mettere a rischio la sostenibilità finanziaria di queste aziende, compromettendo la loro capacità di crescita e di mantenere l’occupazione. Un’altra minaccia riguarda il mercato dell’energia, con tensioni che potrebbero influenzare i costi di produzione per le aziende. Fluttuazioni impreviste nei prezzi delle materie prime e l’instabilità geopolitica, specialmente legata ai conflitti in Ucraina e in Medio Oriente, potrebbero contribuire a un aumento dei prezzi, impattando negativamente sui margini di profitto delle imprese. Infine – concludono gli industriali – il fenomeno dell’inverno demografico con Savona provincia più anziana d’Italia e il mismatch tra domanda e offerta di lavoro potrebbero portare a una carenza di manodopera qualificata, limitando la capacità delle aziende di soddisfare la crescente domanda di prodotti e servizi”.

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