Qualità della vita, tutte le quattro province liguri scendono in classifica e Genova perde 20 posti

Le quattro province hanno pessime performance in tema di Giustizia e sicurezza, Imperia miglior clima d'Italia

Qualità della vita, tutte le quattro province liguri scendono in classifica e Genova perde 20 posti

Genova perde 20 posizioni nella classifica della qualità della vita che ogni anno viene pubblicata dal Sole 24 Ore ed è la peggiore performance in Liguria, con le altre tre province che comunque scendono di nove posizioni (Imperia e La Spezia) e di sei (Savona).

Il capoluogo ligure si piazza al 47° posto (nel 2020 aveva eguagliato il suo massimo, era 19esima), zavorrata dagli indicatori “Giustizia e sicurezza” (86° -9 posizioni) e “Ricchezza e consumi” (55° -29 posizioni). Anche l’indicatore “Cultura e tempo libero“, pur essendo ai vertici nazionali (13° posto) perde comunque quattro posizioni. L’unico indicatore in miglioramento è “Ambiente e servizi” (39° posto) in cui Genova scala 13 posizioni rispetto alla precedente edizione. Su “Affari e lavoro” Genova scende al 36° posto (-6), mentre su “Demografia e società” sono 15 le posizioni in meno: 36° posto.

La performance migliore è il secondo posto in classifica per tasso di motorizzazione (ossia auto in circolazione ogni 100 abitanti: 48 su una media nazionale di 66), mentre l’indice generale di inflazione al 7% è la performance peggiore su una media del 5%, che vale il 107° posto in classifica, ossia ultima.

A livello climatico Genova è al primo posto per ondate di calore ossia di sforamenti maggiori o uguali a 30° C per tre giorni consecutivi nel periodo 2011-2021. Questo particolare tipo di classifica vede la Liguria dominare con Savona al secondo posto e Imperia al terzo.

Imperia è comunque la prima provincia italiana con clima migliore, anche se su tutto il resto è parecchio indietro, visto che si classifica all’81° posto generale su 107 province (perdendo 9 posizioni). La performance peggiore è sui furti con destrezza: 69 denunce ogni 100 mila abitanti rispetto alla media di 28.
L’indicatore “Giustizia e sicurezza” la vede al 100° posto (-6 posizioni), precipita di 49 posizioni su “Ambiente e servizi” (78° posto) e scende di 13 per “Ricchezza e consumi” (78° posto). Resta indietro, ma migliora, la classifica in “Affari e lavoro” (+19, 77° posto) e “Demografia e società” (+12, 69° posto). Due i posti guadagnati in “Cultura e tempo libero” (23° posto).

La Spezia si piazza al 57° posto generale (perde nove posti) e la performance migliore è quella del tasso di motorizzazione: quarta con 53 auto in circolazione ogni 100 abitanti contro la media di 66. La performance peggiore è l’ultimo posto sui reati legati agli stupefacenti: 91 denunce ogni 100 mila abitanti contro una media di 48. In questo caso il capoluogo dell’estremo Levante ha solo un indicatore in ascesa: “Giustizia e sicurezza” in cui guadagna 14 posti, ma resta al 70° posto. Tutti gli altri sono in calo: di tre posizioni “Demografia e società” (51°), di otto “Ricchezza e consumi” (59°), di nove “Affari e lavoro” (85°), di dieci “Cultura e tempo libero” (32°) e di ventitré “Ambiente e servizi” (34°).

Savona è quella che perde meno posizioni, sei, ed è 59esima. La performance migliore? I ristoranti ogni mille abitanti (7 contro una media di 4), quella peggiore l’ultimo posto assoluto per indice di dipendenza strutturale ossia di residenti in età non attiva ogni 100 in età attiva: ben 67 contro una media di 59. Resta stabile al sesto posto in “Cultura e tempo libero“, mentre guadagna 25 posizioni in “Affari e lavoro” (60°). Nel resto degli indicatori perde posti: 7 in “Giustizia e sicurezza” (88°), 10 in “Ricchezza e consumi” (62°), 11 in “Demografia e società” (66°) e 12 in “Ambiente e servizi” (77°).

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