Comune di Genova, Piciocchi: «Debito sceso sotto il miliardo per la prima volta»

Il vicesindaco oggi pomeriggio, in consiglio comunale, ha illustrato i documenti previsionali e programmatici 2024-26, approvati dalla giunta

Comune di Genova, Piciocchi: «Debito sceso sotto il miliardo per la prima volta»

Una riduzione del debito sotto il miliardo: in particolare, al 31 dicembre, il debito ammonterà a 993 milioni contro il miliardo e 19 milioni al 31 dicembre dello scorso anno e 1 miliardo e 200 milioni al 31 dicembre 2016. Rispettate tutte le milestone del Pnrr con 370 milioni di euro di progetti affidati all’area tecnica, con il 90% andati già in aggiudicazione e il 100% previsto per gennaio 2024, senza rischi di definanziamento. 200 milioni di euro spesi per la manutenzione ordinaria e straordinaria nel 2023. Sono alcuni dei dati citati dal vicesindaco e assessore al Bilancio del Comune di Genova Pietro Piciocchi, oggi pomeriggio, in consiglio comunale, durante l’illustrazione dei documenti previsionali e programmatici 2024-26, approvati dalla giunta.

«Abbiamo intrapreso un’azione importante di consolidamento e stabilizzazione delle nostre entrate – ha detto Piciocchi in aula – il bilancio è stato chiamato a reggere incrementi di spesa legati al potenziamento dei servizi, all’assunzione di attività per la promozione della città, alla spinta inflattiva e ai costi dell’energia. Siamo riusciti a recuperare importanti risorse durante l’anno e lo stesso contiamo di fare per il 2024. Siamo passati da un equilibrio di parte corrente di 907 milioni di euro all’inizio dell’anno a un miliardo e 57 milioni come dato oggi assestato. L’equilibrio di conto capitale, complice la stagione del Pnrr e la capacità dell’amministrazione nella ricerca di finanziamenti, è passato da 342 milioni a 1 miliardo e 35 milioni di euro».

Sulle entrate, il vicesindaco ha ricordato alcune azioni di consolidamento: la sottoscrizione dell’accordo con il presidente del Consiglio dei ministri (art.43, comma 8, D.L. n. 50/2022), il riconoscimento di un contributo economico decennale da parte dello Stato a favore dei Comuni sottoscrittori dell’accordo, la rinegoziazione del debito con Cassa depositi e prestiti, l’accordo con Banca Intesa per l’incremento del dividendo di Fsu distribuibile al Comune, il potenziamento delle capacità di riscossione dell’ente, la lotta all’evasione (che ha portato il Comune di Genova a essere il più virtuoso d’Italia), le compensazioni ottenute dallo Stato per minore gettito Imu dovuto al declassamento di immobili.

«Abbiamo assunto credibilità come amministrazione nell’interlocuzione con il Governo in materia di finanza locale – ha sottolineato Piciocchi – inoltre, voglio ricordare anche alcuni risultati importanti ottenuti grazie all’azione sincrona degli uffici del Bilancio e delle direzioni competenti, che ringrazio per il grande lavoro svolto».

In particolare il vicesindaco ha evidenziato i dati sulle assunzioni del Comune di Genova (778 nel 2023, con un organico al 31 dicembre 2023 di 5.388 contro le 5138 unità del 2022) e delle società interamente partecipate dall’ente di palazzo Tursi (645 nuove assunzioni con un organico complessivo passato da 5.510 unità nel 2022 a 5.671 a fine 2023 e una previsione di 5.712 unità a fine 2024).

Sul capitolo Pnrr, Piciocchi ha anche rimarcato lo sforzo di rendicontazione e il plauso ottenuto dagli organi di gestione e di verifica dei ministeri delle Finanze e dell’Interno. «A oggi – ha detto – abbiamo 200 milioni di euro già appaltati per un totale di 60 cantieri su 108 interventi».

Il tempo di pagamento medio del Comune di Genova è di 11 giorni. «Tutti i parametri di virtuosità di bilancio sono rispettati e i tempi di pagamento ci rendono un interlocutore affidabile anche per le aziende e ciò ha fatto sì che nessun bando di gara per il Pnrr sia andato deserto e che le imprese che stanno lavorando, dato ancora più positivo, siano, per il 80%, locali: il pil generato dal Pnrr resta quindi sul territorio stesso». Inoltre, la capacità di riscossione nell’anno è del 90% per le entrate tributarie e del 57% per le entrate extratributarie. «Una gestione virtuosa che ha consentito in corso d’anno di evitare il ricorso all’anticipazione di tesoreria» ha aggiunto il vicesindaco.

L’equilibrio di parte corrente del bilancio previsionale dell’anno 2024 ammonta a circa 900 milioni di euro (600 milioni di entrate tributarie e trasferimenti FSC; 100 milioni di trasferimenti finalizzati; 200 milioni di entrate extratributarie). L’equilibrio di conto capitale è di 401 milioni di euro.

Nel piano triennale delle opere pubbliche sono iscritte a ruolo opere per oltre 784 milioni: 32 di manutenzioni diffuse, 36 di manutenzioni di edifici scolastici, 146 di manutenzione puntuale, 54 di interventi puntuali Pon Metro, 43 milioni di messa in sicurezza dei rivi, 474 milioni per il trasporto pubblico locale. Il vicesindaco ha ricordato alcuni interventi che riguardano il territorio comunale: la riqualificazione di Villa Scassi, di Villa Imperiale e di Duchessa di Galliera, l’orto botanico di Villa Pallavicini, la riqualificazione dell’asse stradale Turati-Gramsci-Buozzi, la riqualificazione della passeggiata di Voltri, il monitoraggio e la messa in sicurezza di ponti e impalcati, la riqualificazione del borgo di Vernazzola, il recupero alloggi Erp.

Tra le uscite, quelle più significative con la parte corrente del bilancio sono: il personale (240 milioni di euro), spese generali del Comune (60 milioni, 4 in meno rispetto all’anno precedente), costo del servizio del debito (calato da 99 a 97 milioni di euro). Immutata la spesa per il tpl (circa 30 milioni). Incrementata di 1 milione di euro la parte corrente strutturale del contratto Aster. Sono inalterati i contributi a tutte le istituzioni culturali della città (Fondazione Teatro Carlo Felice, Palazzo Ducale, Teatro Nazionale, Mu.Ma.). Assegnati 29 milioni di euro alla Direzione scuola con particolare impegno sul personale, alla Fondazione Fulgis 5 milioni di euro, alla Direzione politiche sociali 65 milioni di euro. «Somme in costante aumento – ha specificato il vicesindaco  – abbiamo un assestato pari a quasi 80 milioni di euro». Le risorse alle politiche culturali sono 7 milioni di euro contro i 6 milioni e 200 milia euro dello scorso anno. Infine, la riserva al fondo crediti di dubbia esigibilità si riduce da 81 a 85 milioni di euro.

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