Sanità, le proposte di Azione per il piano socio sanitario della Liguria

Pippo Rossetti, consigliere regionale di Azione: "È inadeguato dopo oltre 100 audizioni, servono il superamento di Alisa e più presìdi nelle aree interne"

Sanità, le proposte di Azione per il piano socio sanitario della Liguria

«Proponiamo di de-anziendalizzare e superare Alisa, ridurre i distretti sociosanitari, chiudere la Struttura di Missione che avrebbe dovuto riformare il sistema sanitario regionale, ma nulla ha cambiato. Risparmieremmo soldi, restituiremmo personale al territorio, semplificheremmo i conflitti di competenza tra i vertici, troppi, dell’attuale Governance Sanitaria Regionale». A dirlo è Sergio Rossetti, consigliere regionale del Gruppo Misto (Azione).

Le proposte verranno portate in aula dal Gruppo Misto – Azione martedì 21 novembre, quando il Consiglio discuterà il piano socio sanitario regionale.

«Quello della Sanità è un settore che ha certamente delle criticità nazionali, dal de-finanziamento e la riduzione dei fondi del Pnrr, ai salari dei medici e di tutti gli operatori, ma la politica di Regione Liguria e il Piano Socio Sanitario che ha realizzato e di cui è stato approvato il testo in Commissione, col voto contrario di Azione, rischia di contribuire al peggioramento della situazione locale», dichiara Enrico Mazzino, responsabile Sanità Azione della Liguria.

«Azione ritiene il piano assolutamente inadeguato – dichiara Rossetti – un esercizio teorico separato dai problemi che sono emersi nelle circa 100 audizioni fatte in Commissione Sanità. Non programma le azioni per affrontare le urgenze del sistema: liste attesa, fughe, pronto soccorso intasati, carenza di personale in ogni settore».

«Anche quando il Piano pone l’attenzione sulla Prevenzione e sulla Sanità Territoriale non individua obiettivi misurabili, strumenti e risorse, ma si limita a riprendere i principi e l’architettura operativa prevista dal Pnrr, senza minimamente programmare e definire le modalità operative concrete del sistema – dichiara Desirée Negri, segretaria provinciale Azione Imperia -. Sarebbe stato utile discutere il Pssn assieme al Psir, in modo da sviluppare un concreto processo di integrazione sui servizi socio sanitari di prevenzione e di cura dei cronici e non autosufficienti, tra Asl e Comuni».

Grande attenzione è posta alla situazione dei pronto soccorso e dei Dea. «Ridurre i flussi inappropriati nei Pronto soccorsi è la scommessa della sanità territoriale – dichiara Massimiliano Carpano, segretario provinciale Azione Savona – ma la situazione richiede immediati provvedimenti. Proponiamo la presenza di interforze sulle 24h per la sicurezza dei pazienti e degli operatori e la valorizzazione economica di questi ultimi con tutti gli strumenti contrattuali previsti e a disposizione delle aziende regionali».

«Purtroppo dopo otto anni di promesse non mantenute dal centrodestra e di riduzione di risorse, il sistema regionale si è ripiegato sul privato accreditato – conclude Rossetti -, e via via sta scivolando dal sistema pubblico, gratuito e universale, che dovrebbe promuovere la salute, al sistema privato sostitutivo e prestazionale. Anche in Liguria come a livello nazionale Azione fa proposte alternative e radicalmente diverse da quelle del centrodestra».

Ecco le proposte:

– De-aziendalizzazione e ridefinizione perimetro funzioni, entro sei mesi chiediamo una proposta di superamento di Alisa.

– Riattribuzione delle responsabilità del Dipartimento Sanità della Regione
Chiusura della struttura di Missione della Sanità

– Una nuova governance regionale territoriale con la riduzione dei Distretti Socio Sanitari

– Un piano per il personale 2024/2030 e piano di formazione d’intesa con Unige

– Salute mentale:

Estensione del Patto per la Salute Mentale in tutte le Asl

Rivisitazione della filiera residenziale e maggiori investimenti sui servizi  e strutture anche residenziali leggere rivolte alle persone con disabilità psichiatrica e le loro famiglie.

Istituzione dell’Osservatorio sulle Malattie Psichiatriche.

Definire una strategia di rete di servizi per la nuova psichiatria 12/24 anni, un Snps d’urgenza di ricovero e di Day hospital 14/18 anni, servizi territoriali dedicati con personale formato e specializzato.

– Malattie rare:

Adottare il Piano  Nazionale Malattie Rare – Pnmr – 2023/2025 (Legge Nazionale  175/21)

Rilancio dello Sportello Regionale Malattie Rare per connettere i «Centri di Riferimento» con i diversi Pua delle Asl, i servizi territoriali con quelli ospedalieri dell’urgenza ed emergenza e le reti per le malattie rare tra sistema sanitario, sociale, previdenziale, scolastico ecc.

Formalizzare un servizio di continuità di cura per maggiorenni presso l’Irccs Gaslini.

– Rete Ospedaliera:

Nell’area metropolitana:
Valorizzare il rapporto Ospedale e territorio tra Scassi, Micone e Gallino.

Salvaguardare la mission ospedaliera del Gallino rilanciando la Medicina Integrata a diffusione regionale, il Centro per le Malattie Rare e il Polo Radiologico e il PPI del Gallino.

Portare a 24h il Ppi del Micone e valorizzare l’integrazione con il Dea di Scassi e il Ps del San Carlo.

– Carcere:

Applicazione in ogni carcere delle Guida Agenas dell’organico del Servizio Sanitario Regionale

Iscrizione dei detenuti e delle detenute all’anagrafe dei Comuni del Ssr.

– Liste d’attesa e riabilitazione minori disabili:

Task force pubblico/privata per la verifica delle diagnosi dei 1750 minori in lista di attesa (appropriatezza)

Presa in carico condivisa Asl/accreditati (sistema non competitivo), priorità: età precoce, gravità, casi lievi che non richiedono presa in carico globale

Ricondurre al PRI gli interventi evitando standardizzazioni, salvaguardando l’appropriatezza e la presa in carico globale

– Aree interne:

Sistema di rete e telemedicina

Mmg a turno in ambulatori decentrati, infermieri di comunità, in rete alle UCA (continuità assistenziale), alle case di comunità e agli ospedali di comunità

Progetto India- Automedica

Sistema Socio Sanitario per anziani, disabili, pazienti psichiatrici e dipendenti:

Rimodulazione delle filiere dei servizi domiciliari – semiresidenziali – residenziali. Dalla residenzialità ad alta intensità sanitaria fino agli alloggi protetti, Dopo di noi e Social Housing.

Revisione del sistema tariffario per tipologie d’intervento e caratteristiche dell’ utenza e incremento quantitativo dei servizi.

Definizione di un modello integrato rete con il PRIS per gli inserimenti lavorativi e abitativi, per l’assistenza sanitaria nelle scuole, con i servizi socio assistenziali e di socialità.

– Urgenza ed emergenza:

Valorizzare economicamente operatori con tutti gli strumenti contrattuali previsti.

Stazione Polizia H24 usando le interforze per ordine pubblico: Polizia Municipale, Carabinieri, Polizia, Esercito.

Inserimento come membri di diritto nel Diar Urgenza ed Emergenza, dei responsabili dei Dia.

Task force dei Dea e dei Ppi della Città Metropolitana per coordinamento operativo.

Pronto Soccorso ad Albenga.

 

Queste le criticità di fondo che Azione ha individuato:

– Manca una politica programmatoria: quadro epidemiologico, risorse a disposizione, individuazione degli obiettivi e risultati attesi, indicatori di valutazione e cronoprogramma

– Mancano provvedimenti sulle urgenze: liste di attesa, saturazione pronto soccorso e conseguente incidenza sulla elezione, personale, mobilità passiva, ridefinizione filiera servizi socio-sanitari – cronicità (budget).

– Elefantiasi governance Snr: dipartimento regionale, struttura di missione, Alisa, nove aziende, 19 distretti molto più forti nel Piano per autonomia di budget, contrattualista e organizzativa e due modelli organizzativi distinti per Asl3 e le altre quattro Asl per un milione e mezzo di persone.

– Manca Piano economico finanziario definitivo dello sviluppo della rete ospedaliera, le ricadute sui tagli agli investimenti Pnrr sulla stessa e il matching tra opere Pnrr e allocazione personale.

– Manca Piano relativo al personale, bisogno reale – uscite in quiescenza – programma assunzionale. Utilizzo dei privati.

– Estraneità tra Pssr e Psir (Piano Servizi Integrati Regionale), mancata integrazione Lea – Leps  e mancata integrazione con rete Enti locali, terzo settore, Cpi, Scuola e politiche abitative.

– Evoluzione dalle Aft (Aggregazioni Funzionali Territoriali) dei Medici di Medicina Generale alle Stp (Società tra Professionisti) e quindi l’appalto dei servizi di medicina di base a società.

– Manca un capitolo sulla sburocratizzazione delle funzioni affidate ai medici

– Manca una presa in carico precisa ed efficace per moltissime malattie croniche

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