Rigenerazione urbana: Genova si confronta con Milano e Bologna

I progetti di riqualificazione e rigenerazione urbana e di valorizzazione del territorio al centro del dibattito nella terza giornata della Genova Smart Week

Rigenerazione urbana: Genova si confronta con Milano e Bologna

Le iniziative e i progetti di riqualificazione e rigenerazione urbana e di valorizzazione del territorio, con un focus sul capoluogo ligure a confronto con altre città, sono stati oggetto della sessione pomeridiana della terza giornata della Genova Smart Week, moderata da Marco Guarino, vicepresidente dell’Ordine degli Architetti di Genova.

«L’amministrazione è stata proattiva nella ricerca di finanziamenti e si sta mostrando tra le più credibili nella capacità di spendere risorse – ha esordito il vicesindaco di Genova, Pietro Piciocchi –: pensiamo al Waterfront di Levante, alla rigenerazione di Sampierdarena, al tunnel subportuale chiamato a rappresentare una vera svolta per la nostra città, collegato al dibattito sul futuro della Sopraelevata. Abbiamo poi un disegno di ricongiunzione costiera con un grande percorso ciclopedonale di cui fa parte il Waterfront di Ponente, con il prolungamento del parco Dapelo di Pra’ in direzione Voltri grazie allo spostamento dei binari della ferrovia. Poi ancora i Forti, con il progetto della funivia e di rifacimento della sentieristica. Non è un libro dei sogni, in parte sono opere finanziate e abbiamo la grande responsabilità di realizzarle. Serve una grande alleanza con i cittadini».

Pierfrancesco Maran, assessore alla casa al Piano quartieri del Comune di Milano, ha spiegato come l’amministrazione intenda abbandonare il concetto di periferia riorganizzando parti di città con poli attrattori, quali l’Università o la Fondazione Prada. «Chi arriva non cerca prioritariamente un sistema periferico ben connesso al centro, bensì una città policentrica. Non sono processi facili: servono risorse ma, spesso, ci scontriamo con l’opposizione alla nascita di strutture di quel tipo in sedi esterne. A Corvetto abbiamo pensato di installare un ufficio comunale con centinaia di persone, un avamposto che rende il quartiere città. Così ha senso aprire un ristorante o una mensa. La leva pubblica serve a generare scintille».

Emily Marion Clancy, vicensindaca di Bologna, ha evidenziato l’impegno sul diritto all’abitare: «Si tratta di una delle sfide maggiori della nostra città, dove c’è una crisi abitativa strutturale per i prezzi inaccessibili. Abbiamo varato l’operazione sfitto zero nelle case popolari e, attorno alla casa, costruiremo servizi di orientamento al lavoro e attenzione alla salute, rigenereremo gli spazi esterni e i cortili, utili per l’abbattimento delle isole di calore. L’idea è renderli luoghi aperti con musei e aule studio. La casa, quindi, come struttura attorno a cui si costruiscono operazioni di rigenerazione urbana. Stiamo installando comunità energetiche, immaginando quartieri eco-compatibili, per unire giustizia sociale alla giustizia ambientale: la casa diventa empowerment della cittadinanza».

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