Partership tra Netalia e Dibris (Unige) per creare innovazione sul territorio

L'accordo triennale di collaborazione prevede lo svolgimento di attività congiunte di ricerca e sviluppo e di trasferimento tecnologico

Partership tra Netalia e Dibris (Unige) per creare innovazione sul territorio

Netalia, il public cloud service provider italiano e indipendente, e il Dipartimento di informatica, bioingegneria, robotica e ingegneria dei sistemi (Dibris) dell’Università di Genova hanno siglato un accordo triennale di collaborazione che prevede lo svolgimento di attività congiunte di ricerca e sviluppo e di trasferimento tecnologico.

L’intento principale della collaborazione è quello di progettare e mettere a fattor comune azioni volte a diffondere una cultura dell’innovazione e a promuovere attività di ricerca mirate ai bisogni industriali e al progresso della società civile. Allo stesso tempo, l’iniziativa mette al centro lo sviluppo del talento, dando l’opportunità a giovani qualificati attraverso un percorso di alta formazione accademica di applicarsi sul campo e realizzare pienamente il proprio potenziale, a contatto con un ambito industriale ad alto tasso di specializzazione e innovazione.

Per Netalia si tratta della logica declinazione di alcuni valori fondanti, che vede nel Dibris-Unige una controparte naturale. «Fare sistema, aggregare sinergicamente le risorse nazionali capaci di contribuire allo sviluppo digitale cloud-based è parte del mindset di Netalia, così come promuovere innovazione, ricerca e formazione permanente − afferma Alberto Clavarino, direttore generale di Netalia e referente dell’iniziativa, nella foto a sinistra −. Ci adoperiamo per supportare gli esiti della ricerca in idee imprenditoriali: per noi, il trasferimento tecnologico deve essere eticamente orientato a generare valore aggiunto per la società. Ecco perché siamo orgogliosi di collaborare con una realtà prestigiosa come il Dibris, eccellenza accademica a livello nazionale e internazionale».

Per il Dibris la collaborazione si inserisce nell’alveo della cosiddetta “terza missione” delle università, che si pone l’obiettivo di sviluppare un insieme di attività di trasferimento scientifico, tecnologico e culturale e di trasformazione produttiva delle conoscenze attraverso l’interazione diretta con la società civile e il tessuto imprenditoriale, al fine di promuovere la crescita economica, sociale e culturale a partire da best practice internazionali. La terza missione è a tutti gli effetti una missione istituzionale delle università, accanto ai tradizionali mandati di insegnamento e ricerca.

«Essere realtà di alta qualità, ma restando piccoli e isolati, non basta più in una società globale − spiega Fulvio Mastrogiovanni, professore associato di Robotica e Intelligenza Artificiale ed ex prorettore per le Relazioni internazionali dell’Ateneo, nella foto a destra −. Dobbiamo puntare a creare un ecosistema territoriale tra organizzazioni autonome e dinamiche che si presentano insieme all’esterno, raggiungendo così scale dimensionali che consentano di competere a livello nazionale e internazionale. È un ottimo momento per queste iniziative: c’è molto fermento e volontà di sinergie tra attori pubblici e privati, come forse non avevamo mai visto. L’accordo con Netalia va in questa direzione, proficua per tutti».

Il Dibris copre tutti i comparti dell’ingegneria dell’informazione e degli aspetti computazionali all’interno dell’Università di Genova, dall’informatica classica all’Intelligenza Artificiale, dall’automazione alla Robotica, passando per i nuovi paradigmi di sviluppo software. All’interno del dipartimento operano circa 300 persone, impegnate in campi sperimentali e di frontiera. La collaborazione con realtà industriali all’avanguardia da un punto di vista tecnologico è fondamentale per consentire applicazioni reali e test di validazione, dal momento che alcune attività di ricerca e sviluppo devono necessariamente essere guidate dal mercato, dai suoi bisogni e dalle evoluzioni della domanda. La partnership Netalia-Dibris consentirà uno scambio di competenze e di feedback reciprocamente vantaggioso e utile a livello di sistema, con una prevedibile ricaduta in termini di capacità diffuse, mentalità innovativa e tecnologie.

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