Morselli (Bper): «Futuro difficile per i giovani senza previdenza complementare»

«È una responsabilità sociale fare informazione su questo tema»

Morselli (Bper): «Futuro difficile per i giovani senza previdenza complementare»

«Se un giovane non comincia a costruirsi la sua pensione oggi rischia di trovarsi domani in forte disagio. Se non ci pensa lui devono essere i genitori a indirizzarlo, fa parte della loro funzione educativa. Ma è una responsabilità sociale di noi tutti, per questo Bper non vuole soltanto proporre prodotti ma fare informazione». Lo ha dichiarato Luigi Morselli, responsabile della previdenza complementare di Bper Banca, questa mattina al Silver Economy Forum di Genova.

«Quando, un anno e mezzo fa – ha spiegato Morselli – la banca ha deciso di costituire la struttura che guido io, lo ha fatto anche per svolgere una funzione sociale, perché è chiaro che se un giovane non comincia a costruirsi la sua pensione oggi rischia veramente di trovarsi domani in forte disagio, non dico in mezzo alla strada ma col sistema contributivo introdotto da Lamberto Dini le pensioni arriveranno a un 50% dell’ultimo stipendio. In questo momento stiamo facendo una campagna di comunicazione e anche commerciale rivolta ai giovani da zero ai 26 anni invitandoli ad aprire un fondo pensione anche con un investimenti minimi perché l’importante è aprire il fondo e maturare l’iscrizione alla previdenza complementare».

A chi è rivolto il fondo pensione di Bper ? «È un prodotto che va bene per tutti, lavoratori autonomi, dipendenti anche pubblici, disoccupati, chiunque lo può aprire, c’è solo uno sbarramento all’ingresso al compimento dell’età di 66 anni. Quindi la platea interessata è molto ampia».

Un giovane di vent’anni non è incline a preoccuparsi di un futuro lontano una cinquantina d’anni. «Penso che un genitore, nella sua funzione educativa, debba indirizzare il figlio in questo senso. Per due motivi. Primo perché la riforma che fece Lamberto Dini nel 1996 ha stravolto gli importi degli assegni dei giovani, i primi che avranno quell’importo andranno in pensione dopo 42 anni dal 1996. È uscita in agosto una bellissima ricerca del Consiglio nazionale dei giovani che dà delle prospettive disastrose: un giovane di 35 anni che lavora da 10 anni per poter ambire a una pensione netta di 1000 euro dovrà volontariamente continuare a lavorare fino a 74 anni. Perché se si ferma a 67 l’importo sarà molto più basso. Abbiamo quindi una responsabilità sociale nei confronti dei giovani. Il nostro impegno come Bper è quello non solo di proporre i nostri prodotti ma fare anche informazione».

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