Condizioni di lavoro e sicurezza, parte da Genova il lavoro della commissione d’inchiesta

La scelta è caduta proprio sul capoluogo ligure, ha spiegato il presidente, il senatore Tino Magni, perché in città c'è un sistema-porto

La commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro e sulla sicurezza parte da Genova e la scelta è caduta proprio sul capoluogo ligure, ha spiegato il presidente, il senatore Tino Magni, perché in città c’è un sistema-porto. Dagli auditi è emersa la richiesta di fare più formazione e di mettere a disposizione più risorse ad hoc, oltre che la possibilità di aprire un presidio sanitario all’interno dell’area portuale, un aspetto chiesto da anni.

La commissione si è confrontata con il prefetto di Genova Franceschelli con il commissario straordinario del porto Piacenza, con il comandante in seconda della Capitaneria di porto, con un rappresentante dell’ispettorato del lavoro, con l’Inail, con rappresentanti della prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro della Asl, con il presidente di Confindustria, con il presidente degli spedizionieri, coi sindacati e con rappresentanti della Culmv.

«Abbiamo mediamente tre morti al giorno e un infortunio ogni minuto. È necessario alzare i controlli e la cultura della sicurezza − dice Magni − abbiamo pensato di ragionare su alcune aree sistema e qui c’è un sistema portuale in particolare che non coinvolge solo i marittimi, ma anche chi fa la produzione e la lavorazione. Genova ha un’esperienza positiva come hanno confermato le audizioni che abbiamo fatto. Dal 2005 ad oggi c’è stata una riduzione di infortuni sul lavoro grazie all’esperienza unica del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di sito».

La commissione è stata istituita a marzo, ma è diventata operativa a fine giugno. Il ministero del Lavoro ha deciso di assumere 800 ispettori per un’accelerata anche sui controlli.

«L’obiettivo è far sì che la sicurezza venga elevata perché ogni morte, ogni incidente sono una sconfitta. Quindi se noi interveniamo non tanto sulla repressione ma sulla prevenzione credo che sia meglio. Ovviamente per fare questo serve anche che chi sbaglia in qualche modo paghi».

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here