Lavoro: siglato protocollo su linee guida fondi Fesr per aree di crisi industriale

Sottoscritto dai rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e l'assessore regionale allo Sviluppo economico Benveduti

Lavoro: siglato protocollo su linee guida fondi Fesr per aree di crisi industriale

Questa mattina presso la Regione Liguria, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil – Maurizio Calà, Luca Maestripieri, Mario Ghini – e l’assessore Andrea Benveduti, hanno siglato il protocollo di intesa relativo ai futuri bandi per investimenti produttivi nelle aree di crisi industriale.

«Abbiamo sollecitato questo testo perché le risorse destinate alle aree di crisi industriale complessa e non devono essere impiegate per aumentare la qualità del lavoro e la sua sicurezza – hanno commentato i segretari generali – grazie a questo protocollo i prossimi bandi legati ai fondi del Pr Fesr 2021-2027 destineranno maggiori risorse a quelle piccole e medie imprese liguri che sono la stragrande maggioranza del tessuto industriale del territorio che favoriranno l’occupazione con particolare riguardo a donne, giovani e lavoratori svantaggiati».

Il protocollo contiene un ulteriore punto qualificato nel passaggio dove è prevista una premialità per le imprese che applicano i contratti nazionali di lavoro maggiormente rappresentativi.

«Il riferimento ai contratti siglati dai sindacati maggiormente rappresentativi è molto importante perché in questo modo vengono garantiti salari più alti, diritti certi a lavoratrici e lavoratori e maggiori tutele su salute e sicurezza sul lavoro», concludono i sindacalisti.

«Un costante e fruttuoso dialogo con il mondo sindacale è alla base del raggiungimento di un obiettivo di comune interesse, cioè quello di rafforzare e stabilizzare l’occupazione, per un ambiente di lavoro sempre più sicuro e produttivo – sottolinea l’assessore Benveduti – A dimostrazione di ciò, il rinnovato accordo firmato oggi, che prevede agevolazioni regionali a sostegno delle imprese dell’area di crisi industriale complessa del savonese e nelle aree di crisi industriali non complesse sulla base del criterio di proporzionalità tra investimenti da realizzare e quantità e qualità dell’occupazione prevista, è un grande risultato, in continuità con quanto fruttuosamente fatto in passato, per la reindustrializzazione di questi territori».

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