Ett vara un nuovo prototipo multisensoriale che riproduce un bassorilievo del Giambologna

Stampa 3D e sensori consentono un'esperienza artistica a 360° per non vedenti o ipovedenti

Ett vara un nuovo prototipo multisensoriale che riproduce un bassorilievo del Giambologna

Agevolare il pubblico non vedente e ipovedente nella fruizione delle opere d’arte. Grazie al progetto Sense, prodotto dell’azienda di Ett, è possibile farlo in modo multimediale.

Il primo prototipo è stato realizzato per una tesi di dottorato in Studio e Valorizzazione del Patrimonio Storico, Artistico-Architettonico e Ambientale all’Università di Genova, realizzata da Manuela Serando, content specialist e cultural project manager di Ett, partner tecnologico del progetto.

«Si tratta di un’esperienza nuova, un nuovo approccio per avvicinarsi all’arte − racconta Serando nel corso di una conferenza stampa al Festival della Scienza nella sede di Porta Siberia − che grazie all’integrazione di diverse tecnologie, dalla digitalizzazione alla stampa 3D, consente un approccio multisensoriale».

In questo caso si tratta di un bassorilievo, una riproduzione in scala uno a uno, del Giambologna, scultore fiammingo (XVI secolo) attivo soprattutto a Firenze, che fonde il gusto nordico per la resa dei più minuziosi dettagli con i canoni della lezione prospettica italiana. Riprodotto con la stampante 3D un modello in scala 1:1 del bassorilievo bronzeo della Deposizione nel sepolcro, associato, grazie a un sistema di sensori, a un’audio-guida sincronizzata. Il modello consente, quindi, di unire alla percezione tattile il valore aggiunto della narrazione.

I sensori consentono di attivare i contenuti al semplice contatto con la superficie, abbattendo così significativamente le barriere tra il pubblico e l’opera. Le mani sono libere di muoversi e di esplorare in autonomia il modello, senza mediazioni che possono “alterare” l’esperienza conoscitiva e relazionale.

«Gli originali li abbiamo all’Università di Genova − aggiunge Serando − è un progetto che nasce in collaborazione con l’università. Questo progetto ha seguito quello di un plastico multisensoriale che abbiamo inaugurato l’anno scorso ai musei di Strada Nuova sempre a Genova, inserito in una sala didattica di Palazzo Rosso e che riproduce sostanzialmente tutti gli edifici dell’aspetto rinascimentale di via Garibaldi. La riproduzione del plastico multisensoriale, con audio e video guida in Lis sincronizzate, riporta l’assetto della strada verso la fine del Cinquecento, restituendo anche i giardini dei vari palazzi e il distrutto complesso di san Francesco di Castelletto».

Giovanni Verreschi, a.d. di Ett spa dichiara: «La realizzazione del prodotto Sense ha coinvolto Ett sull’importante tema dell’accessibilità dei contenuti artistici in una logica di “design for all”. Crediamo che questo sia un ambito in cui c’è ancora molto da fare e traguardare, con un impegno multidisciplinare. Occorrono competenze sia sul versante artistico-filologico, ad esempio, per studiare a fondo l’autore e la contestualizzazione storica di un’opera, sia in ambito tecnologico, per la realizzazione del modello tridimensionale e di un audio all’altezza della complessità del contenuto. A fronte di un impegno così ad ampio spettro, possiamo dire che realizzare Sense è per Ett una sfida con cui ci siamo misurati per rendere il nostro contributo creativo funzionale ad una concezione accessibile degli spazi e delle funzioni, inclusiva della fruizione estetica e della relazione con i contenuti rappresentati».

La realizzazione del rilievo con sensori e audioguida prevede diversi step: la scannerizzazione laser dell’originale, la stampa in 3d (prototipazione rapida) del modello suddiviso in blocchi, l’assemblaggio delle diverse parti stampate, con trattamento per minimizzare le giunture, e la finitura e applicazione dei sensori. Ciò richiede un accurato studio sui contenuti e sulle modalità di veicolarli, coniugando conoscenze storico-artistiche e tecniche di storytelling con i principi della percezione aptica (tattile). Fondamentale e imprescindibile, per la realizzazione di un prodotto realmente accessibile, è stata la fase progettuale di sperimentazione e test, portata avanti in collaborazione con volontari non vedenti e ipovedenti, in collaborazione con Uici – Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti.

 

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