Assistenti sociali, Lanteri: “No a dirigenti manager non professionisti nel ruolo di direttori sociali”

Il Piano sociale integrato regionale (Psir) 2023-2025 ha allargato i criteri di selezione dei direttori sociali operativi nei Comuni

Assistenti sociali, Lanteri: “No a dirigenti manager non professionisti nel ruolo di direttori sociali”

Il presidente del Consiglio dell’ordine degli assistenti sociali (Croas) della Liguria, Claudia Lanteri, attraverso un comunicato stampa interviene sul Piano sociale integrato regionale 2023-2025 recentemente approvato dalla giunta regionale.

Il Croas Liguria, in particolare, è contrario ai nuovi requisiti di selezione dei direttori sociali introdotti dal nuovo Psir che prevedono la possibilità di assegnare l’incarico “a un dirigente manager che non abbia studiato servizio sociale e che non abbia mai lavorato come assistente sociale”.

“La Giunta regionale ligure il 29 settembre ha approvato il Piano sociale integrato regionale (Psir) 2023-2025, documento di programmazione e di visione dei servizi sociali liguri, 8 anni dopo quello precedente”, scrive Lanteri.

“Il Consiglio dell’ordine degli Assistenti sociali liguri ha partecipato ai lavori di preparazione del nuovo documento, iniziati nel 2020 e che hanno avuto un’accelerazione significativa nell’estate 2023. La comunità professionale degli assistenti sociali è stata molto presente e attiva in tutte le fasi di stesura delle diverse bozze dello Psir non solo attraverso i rappresentanti dell’ordine, ma anche grazie ai direttori sociali, che hanno portato significativi contributi, inseriti nel testo approvato”.

“La figura del direttore sociale che lavora nei Comuni liguri, istituita dalla Legge regionale 12 del 2006, fino ad oggi era ricoperta da un professionista assistente sociale esperto, iscritto alla Sezione A dell’Albo regionale degli assistenti sociali, con almeno 5 anni di esperienza di coordinamento di servizi sociali, a cui era riconosciuta una funzione dirigenziale. Erano tuttavia ammesse alcune eccezioni che salvaguardavano situazioni in essere di altri profili professionali, che andavano in esaurimento, al solo fine di garantire la continuità del lavoro svolto, considerando che la peculiarità professionale del ruolo si riteneva fosse assodata”.

“Con il nuovo Psir 2023 2025 lo scenario cambia. Il direttore sociale sarà un dirigente o un funzionario con incarico dirigenziale che ha quale requisito di accesso alla posizione la laurea magistrale e l’iscrizione alla Sezione A dell’Albo regionale degli Assistenti sociali o in alternativa l’avere maturato un’esperienza almeno quinquennale come dirigente dei servizi sociali”.

“Quest’ultima “alternativa”, mai palesata negli incontri di condivisione con gli stakeholders o con gli amministratori dei Comuni, come Croas ci lascia interdetti e disorientati e non ci trova d’accordo perché va contro l’interesse generale dei cittadini, che potrebbero trovarsi quale direttore sociale un dirigente manager (e non un professionista) che non abbia studiato servizio sociale, che non abbia mai lavorato come assistente sociale e che non è detto abbia un codice deontologico di riferimento e che pertanto non offra le garanzie professionali che qualificano il ruolo di direttore sociale”.

“La nostra chiara posizione come Croas Liguria espressa verbalmente e nei documenti presentati nella fase preparatoria non è una strenua difesa di percorso di carriera per la comunità professionale che rappresentiamo, ma un impegno per la qualità dei servizi sociali per i cittadini liguri. È del tutto evidente, peraltro, che per altri ambiti di competenza regionale, quale quello sanitario, sarebbe improprio che un Dipartimento di Salute mentale o di Psicologia avesse quale dirigente un professionista diverso dallo psichiatra o dallo psicologo“.

“La comunità professionale degli assistenti sociali liguri è composta da professionisti competenti, la cui formazione continua e deontologia professionale sono garantite dall’Ordine regionale, che si avvale di un consiglio di disciplina. Stupisce dunque la posizione assunta con questo documento programmatico, anche perché in totale controtendenza con la cultura che si stava faticosamente radicando nei servizi e per cui gli ultimi due concorsi per dirigente di Savona e Genova avevano rappresentato un importante traguardo, salutato positivamente anche a livello nazionale dalla nostra professione”.

“Resta chiaro, e qui lo ribadiamo con forza, che gli assistenti sociali che si candideranno ai futuri concorsi da direttore sociale avranno la preparazione, le competenze e l’esperienza consone al ruolo e un Ordine professionale che garantisca per loro e per i cittadini. In alternativa no”.

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