Rigassificatore, albergatori savonesi: «Così com’è il progetto non va bene»

L'associazione ribadisce la necessità di tutelare l'aspetto turistico del comprensorio

L’Unione provinciale albergatori Savona conferma la posizione già espressa dall’Unione Industriali della Provincia di Savona sul tema del riposizionamento del rigassificatore al largo della costa di Vado Ligure e Savona.

«Abbiamo ribadito la necessità di rivedere in modo netto questo progetto. Vanno valutati, attentamente, tutti gli aspetti. Non siamo contrari a priori, ma la priorità resta quella di esaminare ulteriori domande e richieste al fine di tutelare la categoria», spiega la presidente Stefania Piccardo.

L’Unione provinciale albergatori ha avviato un confronto attraverso un dialogo diretto con il Consiglio di presidenza dall’Unione industriali. A questo passaggio, ha fatto seguito l’incontro con il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, e le categorie economiche fino ad arrivare all’incontro plenario nella sede dell’Unione Industriali della Provincia di Savona.

«Ribadiamo, quindi, la nostra posizione di contrarietà all’attuale piano, non a priori al rigassificatore poiché siamo consapevoli delle esigenze del tessuto economico e sociale, e siamo altrettanto sensibili al tema della crisi energetica che ha colpito in maniera fortissima anche la nostra categoria. Si tratta di un progetto ambizioso con ricadute positive che tuttavia, così come è stato presentato, rivela altrettante evidenti criticità, soprattutto, per quanto riguarda il posizionamento degli impianti a terra a insistere su terreni vergini e insediamenti agricoli», aggiunge la presidente.

Proprio su questo aspetto è intervenuto con una nota anche Stefano Mai, capogruppo della Lega in Regione Liguria, affermando che “Snam è disponibile a rivedere il progetto e in particolare il tracciato dei tubi a terra. La revisione potrebbe evitare il passaggio nei territori agricoli oggi interessati da coltivazioni di pregio, quali vigneti di granaccia e impianti di valleggine, per cui recentemente è stato fatto un importante lavoro di recupero e valorizzazione”.

L’associazione degli albergatori savonesi sottolinea inoltre che il posizionamento della nave a 4 chilometri dalla costa rappresenterebbe un danno al turismo e all’immagine che la provincia ha costruito negli ultimi anni grazie a ingenti investimenti degli albergatori e di tutto il tessuto commerciale.

«Siamo favorevoli al progresso, ci facciamo portavoce delle innovazioni, ma dobbiamo tutelare la vocazione turistica del comprensorio e delle imprese che rappresentiamo. In questo comparto, anche, la percezione ha un’importanza rilevante. Va ricordato, poi, che negli ultimi anni questi imprenditori hanno già affrontato diverse criticità», aggiunge Piccardo.

Nel rispetto dei ruoli e della professionalità dei tecnici, l’associazione fa affidamento ai giudizi e alle decisioni del comitato tecnico-scientifico per gli aspetti della sicurezza e della tutela dell’ambiente marino: «Attraverso il lavoro dei 53 enti coinvolti nella valutazione dell’impatto ambientale, siamo certi che arriveranno risposte adeguate, tali da proteggere il patrimonio ambientale che connota la nostra provincia. Porteremo avanti un dialogo con tutte le istituzioni coinvolte, a partire dalla struttura commissariale, per dare voce alle nostre richieste. Confermiamo la nostra disponibilità, purché le esigenze del turismo vengano accolte il prima possibile», spiegano dal direttivo Upasv.

 

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