Peste suina, Cia Liguria: «Bene intervento del ministero della Difesa, ora agire subito»

Altri 30 nuovi Comuni di Genova e Savona entrano nell'area soggetta a restrizioni

Contemporaneamente alla conferma dell’allargamento a 30 nuovi Comuni nelle province di Genova e Savona dell’area soggetta a restrizioni a causa della peste suina, a livello nazionale Cia Agricoltori ha incontrato i ministri Crosetto e Lollobrigida e per approfondire le azioni di contenimento dei cinghiali con il supporto del ministero della Difesa.

«La situazione è drammatica e confusa – commenta Stefano Roggerone, presidente di Cia Liguria −. Si sta diffondendo l’idea che i cinghiali stanno morendo con la peste e quindi il problema del sovrappopolamento si va a esaurire senza necessità di interventi. Con questa logica si sta perdendo il senso di quanti e quali siano i danni diretti e indiretti dell’allargamento della peste suina».

«Accogliamo con favore la disponibilità annunciata dal ministro della Difesa a impiegare personale qualificato per il contenimento del numero degli ungulati, come avevamo richiesto da tempo. Ma quello che manca è il tempo − sottolinea Roggerone −. Speriamo che questi interventi comincino subito. Sono necessarie gabbie e catture massive».

L’incontro tra i rappresentanti di Cia-Agricoltori Italiani e i ministri Guido Crosetto e Francesco Lollobrigida, i sottosegretari Patrizio La Pietra e Marcello Gemmato e il commissario straordinario per la peste suina Vincenzo Caputo si è svolto ieri, al ministero della Difesa.

«La situazione, ormai, è diventata critica e occorre agire in maniera concreta per salvaguardare tutta la suinicoltura Made in Italy, da cui dipendono 11 miliardi di fatturato e 70 mila addetti nella filiera – conferma  Gabriele Carenini, responsabile nazionale Cia per la fauna selvatica −. Per questo, è molto importante la disponibilità annunciata dal ministro della Difesa a impiegare personale qualificato per il contenimento del numero degli ungulati, come avevamo richiesto da tempo».

Cia Agricoltori ha ribadisce la necessità di mettere subito in campo tutti gli strumenti a disposizione per far fronte alla peste suina: «Bisogna procedere immediatamente con abbattimenti organizzati e sistematici sul territorio per ridurre la pressione dei cinghiali, come previsto dal Piano straordinario, e mettere in sicurezza le aziende suinicole, soprattutto nelle zone vocate più a rischio, garantendo risorse e sostegni al comparto». Queste le richieste avanzate dai rappresentanti della categoria ai ministri.

Altrettanto positiva, ha aggiunto Carenini, “è la prossima costituzione di una cabina di regia permanente con tutte le rappresentanze agricole e i ministeri dell’Agricoltura, dell’Ambiente, della Salute e della Difesa, per supportare l’azione in campo del commissario Caputo”. Un’azione, però, che “deve essere tempestiva e risolutiva. Altrimenti si rischia sul serio di compromettere un settore chiave della zootecnia nazionale, con danni inquantificabili”.

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