Lavoro, nel II trim quasi 17mila occupati in più del 2022

L'occupazione in Liguria cresce del 2,7%, quella femminile del 5,8%: ma, segnala Cisl Liguria, commercio, alberghi e ristoranti registrano una flessione di 2mila posti di lavoro

Nel secondo trimestre 2023 l’occupazione in Liguria cresce del 2,7%, con circa 642mila persone che hanno trovato impiego nel periodo aprile-giugno.

«Sono quasi 17 mila in più gli occupati rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso – precisa il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti -. Un dato che conferma lo stato di salute e di crescita dell’economia ligure, che fa registrare incrementi occupazionali al di sopra della media nazionale (+ 1,7 %), e del nord ovest (+1,2%). Il dato sull’occupazione beneficia in particolare della crescita dell’occupazione femminile, che è del 5,8%. Diminuisce anche la disoccupazione: -13,8% in Liguria, anche qui meglio rispetto al nord ovest (-11,7%) e all’Italia (-5%)».

Sempre nel secondo trimestre 2023 scende anche il numero delle persone, tra i 15 e i 64 anni, che non cercano attivamente lavoro. Sono il 23% in meno, pari a circa 8300 persone: «Segno – aggiunge il presidente Toti – di una sempre maggiore fiducia dei liguri sulla possibilità concreta di trovare una occupazione».

«I settori che più di tutti trainano la crescita dell’occupazione ligure – spiega l’assessore al Lavoro Augusto Sartori – sono l’industria nel suo complesso (+7,3%), e in particolare il manifatturiero, una delle eccellenze produttive della Liguria, che fa registrare una crescita del 19,3%, e i servizi, dove la crescita degli occupati è del 2,4%».

Ma per Cisl Liguria dai dati Istat sull’occupazione emergono “luci e ombre”. Se l’aumento di 16.000 unità rispetto allo scorso anno (da 626mila a 642mila) è senza dubbio motivo di soddisfazione, così come l’incremento del numero di donne occupate, dal territorio “continuano ad arrivare segnali che sarebbe sbagliato ignorare”, scrive Cisl.

Il primo è relativo a tre settori strategici per l’economia regionale come commercio, alberghi e ristoranti, che hanno registrato una flessione di duemila posti di lavoro: sono passati da 149mila a 147mila. “Se nel caso dell’edilizia, purtroppo, si tratta di un calo ampiamente previsto (l’incertezza sui bonus ha colpito pesantemente le aziende del settore, e le prospettive sono tutt’altro che rosee), il fatto che il turismo – a dispetto dei numeri relativi alle presenze – non riesca a incrementare il numero di occupati è un campanello d’allarme molto grave”, scrive il sindacato.

«La sensazione – dice il segretario generale ligure Luca Maestripieri – è che in Liguria continui a crescere il lavoro precario, spesso improvvisato, a danno dei contratti stabili. Una tendenza che, se nei giorni della pandemia era in qualche modo giustificata dalle incertezze sul futuro, oggi si configura più come speculazione che come reale esigenza. Dobbiamo incontrare subito la Regione  per creare posti di lavoro stabili e di qualità, che non si dissolvano dalla sera alla mattina. Il confronto con la Regione deve dare queste risposte e disegnare il perimetro di un patto per il lavoro buono in Liguria».

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