Parco di Portofino, Wwf: “Il Parco nazionale non può essere riedizione di quello regionale”

L'appello dell'associazione ambientalista al ministro dell'ambiente Pichetto Fratin e al presidente ligure Toti

“Allo stato attuale del dibattito istituzionale e delle proposte tecniche elaborate, il Wwf ritiene del tutto inutile ai fine della conservazione l’ipotesi d’istituire il Parco nazionale di Portofino limitandone il perimetro a quello dell’attuale Parco regionale con qualche decina di ettari in più. Le misure di salvaguardia garantite da un Parco regionale sono del tutto simili a quelle di un Parco nazionale e le poche decine di ettari in più, che la Regione Liguria intende inserire, non aggiungono nulla ai fini della tutela delle specie ed habitat, tant’è che s’intenderebbe recuperare il vecchio perimetro del Parco Regionale sottratto nel 2002 dalla stessa Regione Liguria senza però considerare neppure come area contigua quei territori della cosiddetta “area cuscinetto“, che sempre la Regione Liguria da 3.509 ettari ha ridotto a 732, territori che invece giustamente sono considerati nella proposta di perimetrazione di Parco nazionale”.

Il Wwf Italia ha motivato questa posizione con una nota a firma del presidente nazionale Luciano Di Tizio, inviata oggi al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin e al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

La nota è stata inviata per conoscenza anche ai Comuni di Portofino, Camogli e Santa Margherita Ligure e ai Comuni di Avegno, Chiavari, Cicagna, Coreglia Ligure, Rapallo, Recco e Zoagli, che hanno aree di competenza nella vigente perimetrazione provvisoria del Parco Nazionale. La nota è stata inviata per conoscenza anche al Comune di Levi, che ha chiesto di essere considerato nella perimetrazione del futuro Parco nazionale.

La nota trae spunto da quanto detto alla Camera dei Deputati dal ministro Pichetto Fratin a seguito dell’interrogazione del deputato Francesco Bruzzone nell’ambito del question time svoltosi alla Camera lo scorso 2 agosto, intervento interpretato da molti come un’apertura alla posizione della Regione Liguria, che sostanzialmente conferma l’attuale perimetro del Parco regionale.

“Se pur di sottoscrivere l’intesa del Parco nazionale il ministro dell’Ambiente fosse disponibile ad aderire alla proposta avanzata dalla Regione Liguria, smentirebbe non solo il gran lavoro sostenuto dai sui stessi uffici, ma non cogliendo le disponibilità ufficialmente emerse da alcuni Comuni solo per motivi politici, compirebbe una forzatura istituzionale”. Così il presidente del Wwf Italia commenta nella nota inviata, ricordando che: “Il Parco nazionale sulla base degli attuali confini del Parco regionale era stato sostenuto anche dal Wwf Italia quale risposta immediatamente fattibile e operativa rispetto la sentenza Tar che imponeva al ministero dell’Ambiente di procedere, era inoltre funzionale a costruire senza contenziosi le necessarie intese per realizzare la  perimetrazione elaborata da Ispra che il Wwf ha sempre dichiarato essere il vero obiettivo da raggiungere. Tale proposta è oggi però da ritenersi oggettivamente superata dai fatti: i contenziosi non si sono evitati e nonostante tutto c’è stata una disponibilità espressa da alcuni Comuni che consentirebbe l’istituzione di un Parco nazionale di circa 3000 ettari.”

“La proposta cosiddetta a sette Comuni va considerata anche quale mediazione tra la posizione della Regione Liguria e la proposta Ispra. − scrive Di Tizio − Questa proposta, per altro sostenuta anche dall’Anci è da ritenersi preziosa perché consente di tutelare davvero aree significative sotto un profilo della biodiversità in parte appartenenti al sistema di Rete Natura 2000. Un Parco nazionale deve avere senso in quanto tale e il ‘senso’ non è un’opinione astratta, ma il riconoscimento di un valore naturalistico e ambientale documentato e, come tale, da proteggere”.

La nota inviata tratta anche i termini di annessione dell’Area marina protetta, rispetto alla quale il Wwf ribadisce la propria posizione: realizzare un unico Parco marino terrestre e non di due soggetti gestori diversi, uno a terra e uno a mare, di cui uno affidatario dell’altro.

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